martedì 24 marzo 2020

Il dove, il come, il quando

Mica mi disturba questo mondo piccolo; è come se ci fossi nata, in questo bozzolo. Ho il mio scrittoietto, i miei libri, i quaderni, il pc con tanti fili arricciolati, i cavi del mouse, delle cuffie e intrecciati insieme i drammi che scoppiano come palloncini pieni d'inchiostro e mi oscurano per un po'...poi passa.  Tragedie in miniatura, echi attutiti, qualcosa che rimbalza dal mondo di fuori.
Sto qui, io, barricata dietro i doppi vetri, nel silenzio che è ancora più silenzioso (è mortale, ma non si dice).  Rari passanti, rarissimi viaggianti.
Volano le tortore, i merli, le gazze e mi ricordo del picchio (lontano, lontano da qui). Ricordo: mi ricordo dell'upupa e del falco roteante, dei narcisi a festa abbigliati di giallo, delle rose ingenuamente arroganti  di una bellezza spropositata, di colori oltre l'immaginazione, di un velluto che non osavo sfiorare.
Ma intorno tutto gira, giorno dopo giorno, secondo un binario che ormai è quello, impossibile scendere dalla giostra.
_La sera, poi, arrivano loro: i ricordi. Li guardo, schiudersi per mostrarmi un evento, un fatto, delle parole che sento risuonare come fossero pronunziate là per là; li vedo, loro, le persone della mia vita, quelle che non torneranno più, ma che sono qui, e non mi lasciano e io so che in ogni scena della vita attuale, se guardo con la coda dell'occhio li vedo (un po' in disparte, cortesi e discreti, ma lì, sempre)._
Corro io corro, sulla rotella senza fine del criceto.


domenica 16 febbraio 2020

il vortice

Non ci sono rumori, prima. Non ci sono avvisaglie, cose che ti lascino capire che si avvicina... niente.
Tutto a un tratto... swisssshh un vortice
Panico, paura, sgomento, rabbia, impossibilità a uscirne.
Tutto il resto, il precedente, è tutto vetrificato.
Ma come, pensi: stamattina, ieri sera, ero così felice
non più, non più


Una cappa scura sul capo, non vedi, non provi niente altro.
(cos'è questa colata di umor nero, questo magma gelido paralizzante...
Einsamkeit, angst, träume...Ich weiß es nicht)


https://flic.kr/p/auUJ9D

sabato 8 febbraio 2020

talvolta, per caso

Vi capita, così, per caso, che qualcuno su un social fraintenda una vostra frase e vi rintuzzi in malo modo?
A me ogni tanto_ raramente_  sì.
Ma da un pezzo non me la prendo più.
Non rispondo, semplicemente.
Penso che l'unico modo per ridimensionare questi personaggi sia ignorarli.
Chè poi, diciamola tutta:
1- avete frainteso: era una battuta!
2- quand'anche avessi sbagliato, ma che modo è di stare a correggere con un tono di superiorità?

Quindi, poichè sono delle nullità, silenzio.
Non c'è replica.


martedì 4 febbraio 2020

uno scrollone

Mica facile. Vuoi essere perfetta/o. Vuoi puntigliosamente andare a caccia della minima inesattezza. Vuoi esorcizzare il caso, l'imprevedibile, la fatalità... ma ti accorgi che più ti applichi in questo disinnesco e più la bomba ti sta per scoppiare tra le mani.
E che il pericolo diventa sempre più grande, che quell'ombra adesso giganteggia oscillando su di te...

Una scrollata di spalle.
Basta: ci penserò domani.

https://youtu.be/Z_83trUw1-U

mercoledì 22 gennaio 2020

il vuoto

Comunque, mi pare tutto un girare a vuoto. Ma è questo dunque il senso di tutto? Che alla fine, gira gira, ti accorgi che non c'è nulla per cui valga la pena di prendersela.
E che le cose più belle, i colori più vividi erano nel passato, le frasi con una maggiore risonanza, gli eventi più intensi, le scelte, le grandi decisioni prese in un baleno (e le parole più tenere e le canzoni che rubavano il cuore)


sabato 18 gennaio 2020

la soglia

E' una sottile percezione.
Prima no, non ci badi.
Poi, d'un tratto ti accorgi che è lì. Ti accorgi che gli altri sono dietro e tu, invece sei lì. A un passo, due, tre: non importa.
Ciò che conta è che la vedi.
Ce l'hai davanti a una certa distanza.
Non è più quella forma vaga, come una nebbiolina, a malapena non dico vista, ma nemmeno immaginata.
E tu, lì, con lei ben piazzata davanti, in prospettiva, ben rettangolare, ben aperta: aspetta. Te.


martedì 14 gennaio 2020

Quando hai fatto tutto

Quel momento, quando hai fatto tutto.
Hai pianificato, con fatica, e poi, punto per punto, hai districato i nodini, anche i più piccoli.
Ti sei accanita sulla maniera  giusta, esatta, corretta.
E uno, e due e tre... fino alla fine.
Poi, fatto.
La telefonata, il modello da compilare.
La risposta da dare, la variante nel caso che.
Tutto, fatto tutto.

Ed ecco la bolla.
Una bolla leggera, fatta di niente, aria di nulla, in cui galleggi.
Sensazione di vuoto, che ti fa capire perchè preferisci il senso di colpa del non avere fatto il dovuto
a questo nulla, all'eco del battito del cuore, al rimbombo del respiro