mercoledì 9 dicembre 2020

I giorni del distacco

Dopo che il gruppo ha vissuto momenti forti, intensi, di partecipazione, di vitalità, condivisione (ma anche di rabbia, collera, pianti) quasi impercettibilmente le tinte forti impallidiscono, la grancassa rulla sempre più piano, e tutti, tutti i toni, emotivi, sonori, coloristici, tendono a sfumare, un po' per volta, pian piano, sbiadiscono come in un Bolero di Ravel. Solo chi ha ascoltato l'allegro con brio, può captarne gli accenni nel pianissimo.

La casa pian piano cade nel silenzio; si abbassano cortine di ragnatele mentali. I ricordi addolciscono i toni, obliterano le dure parole scheggiate, saettate qui e là.

I passi si fanno meno ravvicinati e forti, quasi felpati. 

L'eco delle parole risuona a lungo, prima che giunga una risposta.




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