martedì 4 maggio 2021

L'arcolaio

 Silenzio: per piacere, silenzio.

Basta tutto.

Voglio tornare nel quieto cigolio dell'arcolaio, intorno cui si avvolge lo stame della vita. Non ce ne sarà molto, ancora, immagino.

Voglio vedere i raggi del tramonto filtrare dai vetri, con la loro porporina d'oro

il gatto a fare le fusa

la polvere a scendere lieve lieve sulle cose, sulle persone, sulle memorie.

Basta, davvero-

(l'abitino giallo... e il gattone del vicino... ricordi quelle primavere talmente splendide da ferire gli occhi e il cuore?)

Silenzio, adesso.

Basta.



venerdì 9 aprile 2021

Uno sguardo a semicerchio

 Dal punto in cui mi trovo guardo tutto intorno.

Davvero occorreva darsi tutto quel da fare? 

I giorni della giovinezza trascorsi con i libri (difficili, complicati per scelta, perchè facile sarebbe stato per tutti) .

I giorni da donna vissuti crescendo figli e correggendo compiti

E poi seguire le vicende dei nonni, gli ospedali, le malattie.

..

E le nere ali che hanno iniziato a sventagliare davanti ai miei occhi, senza smettere, senza smettere più.

E i giorni di pioggia, e i giorni bui, le strade invase dal piovasco e anche l'anima, però.

...

[E il rimpianto della voce argentina, degli occhi ridenti, dei capelli tanti e ariosi, delle gambe saettanti, delle mani precise e forti]

...

Davvero occorreva darsi tutto quel da fare? 

 



lunedì 5 aprile 2021

Da lontano

 Da lontano sembra tutto liscio. Facciamo conto che tu sia a casa tua, vedi la montagna, la stradina che sale, ti pare tutto regolare. Tranquillo, facile, un declivio accettabile.

Pensa di starci, invece. Stai per arrivare in cima e te lo figuravi ben diverso: invece! Invece.

Intanto la polvere: fina, soffocante, si alza a ogni passo. 

Poi la luce, così bianca e accecante nell'aria tersa, da far male agli occhi. E gli occhiali non li hai portati con te, quelli neri nerissimi, non credevi, non pensavi.

E infine, le pietre. Sassi aguzzi e spigolosi, che quasi passano la suola e comunque ti lasciano le piante dei piedi dolenti.

Ma devi andare, non puoi tornare indietro.

E capisci d'un tratto quanto è difficile tutto, e che non c'è pace, mai. 

Così la vita.

 



lunedì 29 marzo 2021

SCI... volando

 Non vi pare di scivolare? che è un po' come volare, ma più pericoloso... 

Così sto ruzzolando verso l'ora-X.

Niente più, poi. 

Niente "buongiorno, prof". Niente "Non ho capito...". Niente "Ma questo va per domani, oppure..."

Basta.

Ritorno dietro la veletta opaca da "Signora X". 

Terrò i miei ricordi disordinatamente e alla rinfusa nei cassetti e nel cuore.

Quando sarò triste non avrò più la scappatoia di dire "Ci penserò poi, ora devo occuparmi della scuola".

Ogni tanto qualche giovane donna, o qualche giovin signore, mi fermeranno e mi diranno: "Prof, non vi ricordate di me?" E io risponderò: "Dimmi come ti chiami"

[...]

Non è facile, sapete. Proprio per nulla.



mercoledì 17 marzo 2021

il MAK PI

 Chi se lo ricorda? Diciamo che da un bel po' non ce n'era più bisogno: i ragazzini a ballare ci andavano quando gli pareva, tiravano tardissimo.

Forse si faceva ancora giusto per una questione di business. Poi, con il Covid, figurarsi: tutto sparito nel gorgo del lavandino del tempo.

....

[Avevo un abito verde acqua, lungo. Molto lieve, a pensarci ora, adatto a Ofelia.  

Ballai fino all'orario di Cenerentola, credo, poi a casa. I miei mi avevano accompagnata.]

....

Tra non molto avrò un mio MAK PI personale.

100 giorni alla fine del lavoro. 

100 giorni alla pensione. 

100 giorni al volo 


 



sabato 27 febbraio 2021

tempo

 c'è il tempo dell'io. 

Quando si è al centro di tutto: dei genitori, dei parenti, tutti intorno ti chiedono com'è la scuola, vogliono sapere i voti; se fai sport, se suoni, che risultati hai, e poi se mangi: poco, tanto

c'è il tempo dei figli.

Quando tutto si riversa su di loro, e anche se cerchi di vivere comunque il tuo spazio (perchè ti tocca, perchè è la tua unica vita) comunque il colore lo danno loro, se sono felici sei felice, se stanno bene stai bene. e viceversa.

E ti pare che sia il massimo possibile: no, no.

c'è il tempo dei nipoti.

Quando solo vederli è una stilla di nettare e ambrosia; quando oscurano (!?) i figli. 

I figli sono radici che dolgono nel cuore. I nipoti sono dolcezza intera. 

Ti chiamano, con la vocina argentina, sorridono, ti guardano con gli occhietti di cristallo, e per magia dimentichi ogni cosa.

(Poi, a casa, avrai mal di schiena, ti butterai stracco sul letto, ti lagnerai un po'... progettando la prossima volta)