domenica 30 dicembre 2018

un torto

Non so come spiegare.
Un torto, avete presente?
Una mancanza gratuita, inutile, un'OFFESA.  Qualcosa di scortese e insieme non necessario, qualcosa come un guanto di sfida, leggero ma ineludibile, innegabile.
Puoi ignorarlo, certo.
Farsi scivolare addosso... etc.
Ma non era diretta a me.
La mancanza, la dimenticanza, la leggerezza, non era per me (me: feroce e dura, lo voglio dire, me solo apparentemente dolce, lo strato di dolcezza ha lo spessore del granello di sabbia).

La dimenticanza  è stata verso una persona che non vive più.

Non sta a me perdonare. Non è in mio potere. Riesco solo a provare risentimento (e disprezzo, e rabbioso disgusto).





sabato 22 dicembre 2018

il passo della lepre

Lo so fare, questo. Anzi, è la mia specialità.
Mi è capitato, in taluni momenti critici della vita, di accorgermi di essere alle strette. Di non avere sbocchi, soluzioni possibili: non nella direzione che avevo.
Intuirlo, capirlo, decidere, a quel punto sono un tutt'uno.
Angolo di 90° e via di corsa, via! Per la vita.






Questa cosa mi ha salvato molte volte
(continua a salvarmi).

lunedì 17 dicembre 2018

Non so se voglio

Una grande ansia, perchè so di dover lasciare questi nastri colorati.
I nastri sono i miei ricordi giovinetti, vividi, allegri, saltellanti.
Il  vestitino turchese per andare al mare, quello bianco e blu alla marinara, quello color panna con le foglie d'autunno, verdi e rossastre, bellissimo. Le creazioni di mia madre per me.
E poi l'orsacchiotto bianco ricevuto in regalo, la bambola Marina, bionda con gli occhi blu, il piccolo Pinocchio di legno.
E poi le vicine di casa, e tutto lo stuolo di zii e zie, e poi lampi di memorie. L'arsenale di Venezia, il vaporetto, il film la principessa Sissi. E poi Radiosera e il bollettino dei naviganti, e poi lo zoo di Roma. E poi le compagne di scuola di lì, di là, di altrove.
E poi loro: le mie colonne, i miei punti fermi, le mie scarpe chiodate.

No, per stasera no.
Non voglio lasciarli, non ancora.


venerdì 7 dicembre 2018

Un attimo

E' stato un attimo.
Si parlava di niente, si cicalava delle spesucce di Natale. Che io poi detesto. Tutte quelle scempiaggini obbligate, che ti fanno dannare. Si spende e si spande, vanamente. Ma non è per avarizia: è per logica. A che serve?  Prima mi ci arrabbiavo. Poi adesso, l'età. Ma sì, lascia che sia.
 Però, davvero, me ne infischio. Fiocchi rossi, stelline. Pazienza. E poi dopo, levar tutto. Tutto lo squallido rosseggiare, le dorature sbattute.
Vabbè, ormai, mi adeguo.
Si parlava dunque, del più e del meno.
Quando una delle persone ha detto _a mezza voce, quasi_ quasi nascondendo tra le pieghe delle parole  il pugnale che stava, inconsapevolmente, brandendo: "Mi ha detto mia sorella..."
Non ho ascoltato altro.
Mia sorella.
Mia sorella.
Mia sorella.
(Non lo dirò mai più. Non ce l'ho più. Da centinaia di giorni non dico più queste parole. Non userò MAI PIU' quest'espressione)



Mia sorella amava il Natale. Non posso ricordarla che così: facendo le spesucce, decorando la casa di squillante rosso, di accecante dorato.

martedì 27 novembre 2018

La benda

Poi provi ad emergere.
Quel senso di vuoto, di indefinito, di non capito, di non chiarito.
Vorresti le cose, ma non danno nulla
(anzi, fanno male)
Vorresti le voci
Vorresti i sorrisi, le frasi
(i silenzi, anche)
Vorresti tornare indietro
sapendo
Vorresti
aver saputo quanto mancava
vorresti
non aver avuto la benda sugli occhi
camminando verso l'abisso.




giovedì 8 novembre 2018

quanto dura?

Quel che hai, dico. Quanto pensi che duri?
Magari hai dei bei capelli, oppure un abito magnifico, oppure una cara amica,
Quanto pensi che durerà?
i capelli cadranno un po' (imbiancheranno, diventeranno spenti, radi)
l'abito... e se dimagrissi, o ingrassassi? oppure si potrebbe sciupare, comunque passerà di moda, lo detesterai, ti sembrerà strano e inadeguato
l'amica... chissà (forse te la porterà via il lavoro, o un nuovo incontro ... o la vita, o la morte)




giovedì 1 novembre 2018

L'apnea

In realtà l'effetto è proprio questo. Come trattenere il respiro, inconsapevolmente. Lavorare, parlare, guidare, andare, pensare, scrivere...la scuola, la casa, la famiglia... la famiglia, la casa, la scuola.
Poi d'un tratto, senti che devi.
Devi.
Devi sederti davanti a quel monitor, metterti la tastiera davanti e picchiettare, finchè non è uscita l'ultima goccia di veleno che ti attossica, l'ultimo di quei pensieri che come serpi ti si arrotolano intorno alla fronte...
Ma in realtà non sono pensieri in sè velenosi: sono però stringenti, si avvolgono sempre più strettamente, tipo Boa constrictor. Stritolano la mente.
I primi sono i ricordi. E i rimpianti? e i rimorsi? e di nuovo ricordi, che danzano sussurrando parole ascoltate tante volte... ecco questi fanno proprio piangere.
Ma non è solo questo. Ci sono anche le percezioni, le sensazioni, che sembrano niente, sembrano aria, e invece anche loro sono come calze di nylon tese sulla testa, a togliere il respiro... apri, apri

Pensa se poi piove pure, e i figli sono via, e scende la sera.
il gatto è acciambellato nel cesto, il cane sonnecchia
Cos'è il tempo? cosa lo spazio? dove si sta, veramente, veramente?


domenica 14 ottobre 2018

la fotografia

Come spiegare?
stare in una fotografia. essere lì, aggrappata a quei colori, a quel muretto. Ecco la gonna verde un po' drappeggiata, le scarpe basse, estive.
O in video ecco. Forse rende meglio l'idea. 
Rivedo tutto: in chiesa, il telefono, che spengo. Poi richiamo, spiego.
Poi il discorso vero, l'ansia, la preoccupazione, la tensione.
Organizzare, fare, andare.
Vedere, decidere, saltare un paio di passaggi.
Scoprire di avere ragione ragione RAGIONE.
Inutilmente.
Tentare.
Inutilmente.
Saltare ancora passaggi così, senza rete.
Scoprire di avere ragione ragione RAGIONE.

Inutilmente.
Tentare.
Inutilmente.

(Sperare) (Non pensare)
ostinarsi
...

Inutilmente.
Tentare.
Inutilmente.

FINE DEL VIDEO

(il seguito è noioso e deprimente)


mercoledì 10 ottobre 2018

emersione

Dopo che tutto è passato
(passato? è passato davvero? finito, chiuso, conchiuso?)
finalmente si torna alla semplice vita
(sarà come prima? non credo, non penso, non spero)
diciamo, fingendo
fingiamo, dicendo
che tutto è passato.
_Ma è stato?_

Lo spazio negli occhi era grande
era stretto
respiro serrato
la voce stridente
la forza, snervata, snervante

Le frasi taglienti, parole pesanti
pensanti, pensate,
pesate

Silenzi, sorrisi sottesi
d'intesa
sorrisi
intensi di sottintesi
sorpresi

Soprusi
serrati, rischiosi, sfrontati
calcati, esibiti, gridati.
diciamo, fingendo
fingiamo, dicendo
che tutto è passato.
_Ma è stato?_


giovedì 27 settembre 2018

Accadrà

L'ansia che sale, l'evento che deve accadere
Verrà il momento, l'attimo, scoppierà il tempo
...



poi
sarà come se tutti fossimo sopravvissuti
a un cataclisma
κατακλυσμός


il diluvio universale
Armaghedon
Ἁρμαγεδών


tutto sembra quasi fermo,
siamo nel cavo dell'onda anomala
il mare si è ritirato mentre l'onda s'innalza  
si arrotola sulle nostre teste 


(da bambina avevo un sogno ricorrente
uno tsunami
che vedevo arrivare da un'altura
e che poi
enorme, gigantesco
invadeva una spiaggia
lasciandola devastata)



lunedì 24 settembre 2018

periodi

Periodicamente succede questo.
Diciamo che io sono una tipa un po' riservata. Sto per fatti miei.
Ho la mia famigliona  che mi tiene nella sua orbita
e io ne sono felice.
Il lavoro a testa bassa, tipo somaro che gira con gli occhi bendati per far andare la mola.
...
Periodicamente gruppetti di persone esprimono simpatia per me.
In modo inatteso, imprevisto, imprevedibile
e, direi, ingiustificato (per i motivi elencati prima).
Questa fase di fascinazione dura un paio d'anni, sì e no.
poi, comincia il desiderio di annientarmi.
Ma perchè?
Perchè non mi lasciano in pace?
...
Avrei naturalmente la mia teoria.
A queste persone sembro incertae sedis
Si incuriosiscono.
Vorrebbero comprendermi, sminuzzarmi. acquisirmi.
Ma non ci riescono...
questa cosa le indispettisce
alla curiosità si sostituisce la rabbia.


sabato 15 settembre 2018

parliamone

Sono di nuovo qui, ma tanto lo sapete
che non riesco a sparire
scompaio per un po' tra i sassi, dove ci sono i mulinelli
resto dove si aggrovigliano le alghe
faccio finta, ecco.
Ma sgusciando sgusciando
torno qui.



parliamone, dunque

parliamo dei pensieri?
perchè i pensieri talvolta alzano la voce?
talvolta diventano così assordanti che per farli tacere occorre prendere una cosa e stringerla
perchè il pensiero è peggio dell'anguilla che descrivevo sopra
inafferrabile
eppure c'è: e parla, grida anche, talvolta


I pensieri più strilloni sono quelli della mancanza
si rappresenta una situazione in cui dovrebbe esserci qualcuno
qualcuno che non c'è
non c'è
non ci sarà più
eppure
il pensiero ricorda di quel qualcuno ogni cosa


Aveva i capelli fini fini come la seta
oppure
aveva gli occhi che sembravano due mandorle oblique
oppure
aveva le mani corte e squadrate


ti sembra che se allunghi una mano,
riesci a toccare l'immagine evocata dal pensiero
i denti sovrapposti, le unghie piccoline e trasparenti
il modo di sedersi

portava scarpette così piccine
guanti morbidissimi e bianchi
oppure
il chepì, la parata, la sciabola


Allora, per non gridare
devi stringere una cosa
una foto, un anello, un quaderno.
...
(E aspettare che passi.
Ci vuole pazienza )



giovedì 6 settembre 2018

Il tornado

Difficile che scriva ora. Quel che stavo facendo, i racconti, intendo.
In questo momento per la mia testa sta passando un tornado, che spazza qui e là, solleva, scaglia, demolisce, danneggia, rivela


Tutto il contrario di quel che piace a me, della mia arcadia silente fatta di rose di tanti dolci colori, fiori come caramelle, profumati in tanti modi che so, e che torno ad annusare per ricordare i bei momenti del passato.


Di libri anche, e riaprirli significa evocare pensieri dimenticati. Di musiche come ali, che mi fanno volare lontano...
Ma non c'è niente da fare, non è possibile far finta di niente;  adesso è così:


sabato 1 settembre 2018

rieccomi :-)

Sono qui per spiegare, chiarire ed anche (soprattutto?) perchè non riesco a fare a meno del mio blog preferito
Non c'è Fb, tw, Inst che tenga °_°
Ok, stavo provando a scrivere: per fatti miei, racconti, roba così. Provavo a mettere insieme una narrazione organica, ecco, una storia. Mica facile. Scrivo bene di notte, ma spesso sono stanca della giornata...
...e adesso riprende anche la scuola: ciao!
Naturalmente ho tutto ben conservato, però mi dispiace di non riuscire a proseguire con regolarità.
In ogni caso il blog è un'altra cosa, ho i miei 2-3 lettori che ogni paio d'anni commentano pure :-)))
vabbè.
Allora sappiatelo un po' tutti: non vi libererete così facilmente di me!
Un saluto circolare equamente distribuito



martedì 24 luglio 2018

Adesso vi spiego

Non so se qualcuno se ne è accorto...
E' un po' che non scrivo
...

Non è che NON scrivo

Semplicemente,
non scrivo QUI

Sto scrivendo altre cose, altrove

A presto!


martedì 3 luglio 2018

un obiettivo ponderato

Bene, parliamone.
Obiettivo: decrescita
Insomma, il peso!
Devo assolutamente dimagrire
...
[state pensando: ma quanto è vanitosa?]
macchè... penso alle articolazioni
penso alle scale, che incombono su di me
il mio mondo è di duemila scalini, a quanto pare
non ce la posso fare

Non serve dirmi stai bene
Il punto è: ce la faccio a salire le scale?
Da ragazza salivo e scendevo le scale con passo di gazzella
saltellando gruppi di gradini
E ho continuato anche dopo :-))
Però è un po' che non lo posso più fare
uffaaaa
quindi DEVO scendere di peso


...
NO
1) basta con l'adorato zenzero a cubetti
2) basta celestiali wafer
3) basta cioccolato fondente amatissimo
SI'
1) verdure
2) frutta, ma senza esagerare con quella dolcissima
3) cene con orzo e cereali, senza indulgere ai muesli zuccherati

Vi terrò aggiornati sul mio rapporto con le scale :-D




giovedì 21 giugno 2018

contare, ricontare, raccontare

Cosa conta?
pensiamoci un attimo
La posizione sociale? (bah...)
La situazione economica? (beh...)
L'essere belli, in gran forma? (boh!)

Tutte queste cose contano solo in parte
o forse sono proprio come quella famosa fila di zeri
di cui ho letto qualcosa non ricordo più dove...
e sono tali che ciascuna, presa sola sola, conta zero.

Ci vuole qualcosa
qualcosa di vero
di importante
Qualcosa che sia un paletto nella vita.
Quello conta UNO.
E poi gli si può aggiungere il codazzo di zeri,
se c'è,
o anche uno solo
o anche niente.
Chè UNO è qualcosa di significativo.
(E il mio uno ce l'ho
ed è quel soldino di cacio di nipotina
che sorride e gioca con me)

domenica 17 giugno 2018

in nessuna parte del mondo

Talvolta, mi dimentico.
Sento pressante il desiderio di dire quella cosa, a mia madre
a mia sorella
a mio padre.
E' un attimo
Il cuore si stringe a pugno
Non ci sono, loro non esistono più.

Non esistono
in nessuna parte del mondo

Eppure nella mia testa
nei miei ricordi
nei miei sogni

rivedo i loro visi
i loro gesti
i loro sorrisi
sento le loro parole

(come se mi tirassero via
e io
non chiedo altro)




sabato 16 giugno 2018

giovedì 14 giugno 2018

Ero lì

Ero lì
a Porta Pia e aspettavo il bus della Cruciani. C'era il sole forte, la mia ombra era una sagoma scura e netta.
Pensavo: non devo dimenticarmi di questo momento.

...
Ero lì
avevo sei anni
c'era il televisore, nuovo di zecca.
Guardavo le mattonelle esagonali, gialline e granata.
Pensai: non devo dimenticarmi di questo momento.

...
Ero lì
con i bambini piccoli
con il gattino rosso
con il cane Argo


Ero lì
con i miei genitori che mi venivano a trovare lieti e sorridenti


Dov'è il tempo trascorso?
Dove sono i sorrisi, i pensieri, i pianti
dov'è la felicità, l'estasi, la disperazione
...
Il Tempo è una Bestia distruttiva e crudele


sabato 9 giugno 2018

EST: a te

Che poi voleva essere quasi un'invocazione al sole, tipo gli egizi, con le barche solari, che idea luminosa, quando le ho scoperte è stato come trasecolare.
Barche solari, per attraversare il tempo. La barca del dì e quella della notte. Non è magnifica, l'idea?






E l'angoscia che la barca si possa fermare.
E si è fermata per il dolore di Iside
perchè il dolore ferma il tempo
e anche Anubi lo sapeva.




domenica 27 maggio 2018

Solis statio: si cambia!

Aaaargh! cambio di stagione
Non ce la posso fare
(...)
può darsi che non abbiate notizie di me per un bel po' di tempo
Deve essere magnifico vivere in un luogo dove il clima non cambia di molto....
Perchè qualcuno deve essere così perseguitato dalla sorte da avere questi sbalzi di temperatura così forti, così ineludibili?
Se si potessero ignorare, anche con un piccolo sacrificio, con un po' di sopportazione, lo farei di buon grado, pur di non dovermi sobbarcare di tutto questo fastidio, di questo lavoro spropositato, di questo sforzo ciclopico.
Ma non si può
Si passa da un clima da polo Nord ad uno equatoriale in un battito di ciglia.
Quindi, di colpo, di scatto, via i pullover, cappotti, piumini, stivali, sciarpe


e vai
con bermuda, canotte, sandali, costumi da bagno
e poi...
"Dov'è la mia camicia a quadretti gialli e blu?
E dov'è il mio bermuda grigio pallido con la tasca laterale con zip? no, non questo, questo è grigio scuro e ha 2 tasche con zip"

sabato 26 maggio 2018

Fiori per la mamma

Quando ero bambina, d'estate, m'incantavo a guardare i papaveri
com'erano belli, con i loro petali fini e delicati, con i loro steli sottili
sembravano vestiti di velo
Così, spesso, ne raccoglievo cinque sei e li portavo alla mia mamma
Lei mi sorrideva, li metteva in un bicchiere, e li teneva lì finchè resistevano
E io le chiedevo:"Vero che sono belli, mamma?""Sì, sono belli..."

domenica 20 maggio 2018

il campanone

La domenica ha un cuore grande che batte forte
Il cielo è blu (anche se piove) e gli uccellini saltellano e svolazzano
Di domenica le rose si stiracchiano come giovani donne appena deste, aggraziate e naturali
Di domenica le strade sono un po' più larghe e i colori un po' più vividi
Il cuore della domenica batte forte come il campanone della chiesetta
"Don, don, don!"
e sembra dica anche al curato di far presto presto, con la cotta traforata di pizzi tutta svolazzante
...
{Il lunedì è tutt'altra storia:
roba da schiavi
e oggi è domenica
e non ci voglio pensare}

sabato 12 maggio 2018

Per la festa della mamma (non mi occorre niente)

Non mi occorrono cose
Ho tutto ciò che mi serve
Voi mi vedete, qui, ma forse forse non ve ne accorgete
 Ecco se vi dicessi che ho tutto?
Ho tutti gli abiti di mia madre
(li ricordo così fortemente... Quello rosso cupo, a fiorami, che le stava così bene... quella giacca verde, coi bottoni lisci e dorati, che indossava con la gonna nera... la vestaglietta bordeaux a fiorellini)
Ho tutte le parole di mia madre
(stai attenta a te, non dire tante cose, ma li conosci bene... pensa a fare quel che devi fare, non perdere tempo, chi ben comincia è a metà dell'opera)
Ho tutti gli sguardi di mia madre(...)
ɐzuɐɹǝds ǝlıqıʇʇnɹʇsıpuı ɐns ɐl ɐʇʇnʇ 'ɐıƃɹǝuǝ ɐl ɐʇʇnʇ 'ǝɹpɐɯ ɐıɯ ıp ǝuoızɐuıɯɹǝʇǝp ɐl ɐʇʇnʇ oɥ


domenica 6 maggio 2018

Se ci sei... (batti un colpo)

Ecco
...
mi chiedo
vi chiedo
Ma veramente ci siete?
Quando vedo che ci sono state 22, 30, 68 visualizzazioni, è vero?
Davvero mi leggete?
Cioè questo non è un quaderno mio, ma è un muro condiviso?
Lo percepisco quando leggo "0"
Mi dico, sbalordita:"Ma allora ieri davvero sono passate 30 persone?"
...
E tutte zitte?
Potete anche scrivere qualcosa, altrimenti tutto questo silenzio mi soffocherà.
Mi si incollerà la laringe
Le corde vocali diventeranno spaghi.
...
Aspetto
_sommessi, urlati, arrochiti, brontolati_
le vostre parole, i vostri pensieri.



sabato 28 aprile 2018

Lei

Adesso c'è lei.
Avete presente uno di quegli arbusti rinsecchiti, grandi, tutti contorti, che avete da tempo immemorabile? Quelli che non avete il coraggio di eliminare e restano lì per lustri, decenni, a occupare un angolo del balcone, del giardino?
Poi... poi un bel mattino di primavera, siete usciti a guardare il cielo, buttate l'occhio casualmente, distrattamente, sbadatamente
Una gemma!
c'è un bitorzolino verde chiaro, rotondetto e impertinente
e allora che fate? chiamate a raccolta la famiglia
e tutti lì come tanti stupidoni a dire "Che bella! sta crescendo, che meraviglia"
La vita
La vita è un miracolo sorprendente
Tutti i vecchi del mondo la guardano con amore, meraviglia, felicità, speranza


martedì 10 aprile 2018

il contrario

Per me è l'esatto contrario.
Insomma, non mi stupisce l'assenza di riscontri, il silenzio dei rari lettori, il vuoto pneumatico in cui ticchetto sui tasti.
Mi stupisce invece il contrario.
Scopro, con grande stupore, con sgomento quasi, con un soprassalto, che qualcuno segue quel che impiastriccio sulla rete. Che qualcuno mi legge, e poi (oh!) mi apprezza.
Che il mio sentire è condiviso, che non sono una voce rauca nel deserto, ma piuttosto lo stendardo di un manipolo di resistenti (oh!).

E poi.
E invece.
E ahimè.
Scopro con vero dolore che qualcuno non mi sopporta.
Che qualcuno interpreta ciò che dico al negativo.
Che immagina e asserisce esservi menzogne dove c'è il mio pensiero, limpido, trasparente.
Che qualcuno mi raffigura come (oh!) falsa manipolatrice.
E perchè poi? A che scopo?
Rinuncio a capire, cercando di non essere troppo addolorata dalla malevolenza aberrante di costoro.

Volerò alto


sabato 31 marzo 2018

i numeri del calendario

Tutti lì. i numeri del calendario, intendo. Tutti belli, ordinati, in fila.
Quando a metà dicembre i negozianti regalano calendari voi che dite?
"Ma grazie, ma che gentile!"
Addirittura ce li contendiamo." A me due, ecco, perchè a te di più?"
L'ho fatto anch'io. Mica ci si riflette, che cosa sono.
Belli quei numeretti graziosamente tracciati in Bodoni, o tondetti, nitidi in Ariel.
Lì, ben nascosti tra gli altri ce ne sono certi...
Pensate all'armata di terracotta. Tutti uguali, da lontano.
Ma se vi avvicinate li distinguete, mica sono identici.
Nel calendario è anche peggio.
Ben camuffati tra gli altri, ci sono dei terroristi, degli assassini.
Il giorno in cui ho ricevuto quella telefonata.
Quella raccomandata.
Il giorno in cui ho saputo che...
Il giorno in cui mi è stato detto che...
Ma quali tutti uguali.
(Alcuni giorni sono tracciati col sangue.)


sabato 3 marzo 2018

il Polo Nord

Chissà quanti hanno letto dello scioglimento dei ghiacci.
Il Polo Nord si sta frammentando e sciogliendo
Ma si capisce bene come funziona?
Sotto non c'è la terra, la roccia.
Quando si sarà sciolto l'ultimo pezzetto, tutto sarà acqua
Nulla resterà del
P O L O N O R D

Così io
i miei
quelli con cui mi alzavo al mattino e a cui dicevo buonanotte la sera
quelli a cui raccontavo di me
delle mie felicità piccoline
delle mie trasparenti angosce

Un pezzo per volta
un altro pezzo
e via tutto

più nulla

(Sono qui sul mio cubetto di ghiaccio)



sabato 24 febbraio 2018

La perla in tasca

Pare che sia un hobby: fare i dispetti, chiudere, anzi, sbattere le porte in faccia.
Massacrare la gente.
O anche: intossicarli col veleno del dubbio, della paura, del sospetto, dell'ansia.
O ancora: soffocarli col cinismo, disidratare le emozioni, le speranze,
 le illusioni, anche, perchè no; si vive anche di quelle.
E così, ogni giorno, vai con le coltellate, scudisciate, frustate, mattonate.
Anche da chi ti è vicino, che poi fa anche più male, sicuro.
...
Ma io, ora, vado oltre
nella tasca ho una piccola perla
...
quando il cuore vorrebbe piangere
penso alla mia piccola perla
...

domenica 18 febbraio 2018

Basta niente

Un nonnulla, basta.
Tu, stufa, l'emicrania lì in agguato come un animale ringhioso senza guinzaglio, le cose eterne ad affastellarsi su cose e ancora cose, una montagna, una valanga, una slavina di cose tutte addosso a te.
Poi
- P U F -
un nonnulla
un tassello via a posto
un altro appresso a posto
come quando riesce il solitario
non sei più tu, brava
le carte van via da sole, ciascuna sul suo mucchietto
le guardi piroettare precise

...cambiato tutto
in un battito di ciglia
stai sorridendo?
ma sì
E cosa dovevi fare?
Aspetta, dovevi prendere la compressa...
per?
Ah, sì, ti sembrava di avere l'emicrania
(stai sorridendo)


giovedì 8 febbraio 2018

gli occhi

Hai presente quando pensi? pensi al passato, ti rifugi nei ricordi, senti le parole
parole che alle volte risuonano talmente forte che ti giri per vedere chi le ha dette dov'è.
E intanto pensi: che ne sanno gli altri, da fuori i pensieri non si vedono, mica si leggono in fronte.
E invece sì.
Quando accade, gli occhi diventano lunghi, le pupille arretrano, le iridi sbiadiscono...
il viso diventa una maschera tragica
esprime tutto il vuoto, tutto lo sconforto, tutta la disperazione che si è impadronita dell'anima.

                                                Le pays des miracles, 1966 #RenèMagritte

sabato 3 febbraio 2018

Basta col basto

Volevo solo scrivere
scrivere per fatti miei, intendo.
Per pubblicare,ecco.
Ma il blog
il blog è un'altra cosa

E' quello spiraglio che ti fa tirare il respiro dopo una giornata dall'aria viziata dalla fatica
Socchiudi la finestra della vita, e soffi
parole, trecce di pensieri, riccioli di sogni
un ciuffettino di speranze, anche

poi, si può ricominciare


martedì 2 gennaio 2018

Infedeltà

Ci andrò?... non so dove voglio andare. Eppure dovrebbe essere tutto così chiaro, così semplice. Invece non lo è affatto. Allora, pensiamoci: in fin dei conti non so perchè adesso dovrei decidermi, in modo così netto, così definitivo.
Certo, ci sono stati atteggiamenti di noncuranza, e non mi sono piaciuti.
Ho aspettato, anche, talvolta. Troppe volte, forse. E ho fatto finta di niente, ho glissato su qualche sorrisino di sufficienza.
E poi, quel voler fare di testa propria, andando contro le mie idee, ignorando i miei pensieri, i miei desideri.
Ecco questo mi ha dato fastidio, molto, moltissimo.
Adesso sono  qui, dovrei decidere se andare o no.
Dovrei fare tutta una storia, spiegare, chiedere di cambiare questo e quell'altro, specificare, subire domande, anche.
No, basta.
Vado.
Nuovo parrucchiere, e amen.