sabato 25 luglio 2020

Le cose

Pensaci, dai: che saranno mai le cose?
Oggetti, tessuti, ceramiche, metalli. Niente. Materia bruta che sta lì, anche per caso, un acquisto svogliato, un regalo noioso e buttato da parte. Una curiosità di un attimo.
...
Tempo, tempo
Dopo un tot di mesi, di anni, che non ci sei più, qualcuno a cui manchi (sorprendetemente manchi! non ci avresti mai creduto) qualcuno sfiora quel braccialetto di pietre, quel libro, quelle tazzine da caffè.
Li prende e se li porta a casa per vederli ogni giorno, per toccarli e dire a te: "Buongiorno! ti penso, sai..."
E guarda a che pagina il libro era stato ben aperto, per rileggere le stesse parole che ti hanno incantato.
Indossa la tua sciarpa per darsi coraggio, per dirti: "Ci sei, ci sei ancora, nel mio cuore, sempre..."
E litiga con te nel pensiero, per la scelta nei giornali o nelle stoviglie, e mette in ordine la tua scrivania... con la precisione di chi sa che stai per tornare: le penne, i fogli, il portatile ben spolverato al centro.

martedì 14 luglio 2020

Preferenze

Avete presente i fuochi d'artificio? le luci, i rumori, la folla. La gente, tanta gente, che mangia, gesticola, parla, cammina, guida, commette piccole innocue prepotenze, dice piccole innocue ingiurie, esagera, alza i toni, litiga e fa pace, tutto con rumore...

E poi, il silenzio: il soffio del vento, come lo sciabordio del mare, lo stormire delle foglie; poi un crrro crro che è la voce di un volatile, poi il latrato di un cane, in lontananza.
Tutta l'aria tace, nella vallata.

Perchè dunque, amo tanto disperatamente la montagna, con le sue robinie, i suoi castagni, le sue felci invadenti, le fragoline e i fichi, le nere amarene che non ho osato cogliere?
Perchè amo il falco che rotea nel blu, il ghiro dagli occhi tondi, aggrappato al nocciolo, le coccinelle arrampicate sui fili d'erba e le libellule dalle vibratili ali iridescenti?
Nessuno mi ha insegnato ad amarli, la scelta era già in me.