mercoledì 5 agosto 2020

Più ci penso...

... E più penso che è stata una bella favola, in fondo.
C'è stato un po' di tutto: belle città, begli episodi, un pizzico di suspense, viaggi, una manciata di paure sparse, trabocchetti qui e là.
Bei momenti, dolcezze, sogni, illusioni
e sconfitte pianti disperazioni
Complimenti, spesso non desiderati, gioie così forti da lasciare senza fiato
Sorprese: inattese
E sorprese nelle sorprese
Da non reggere alla sorpresa.

E stanchezza di tutto, stanchezza spossatezza, voglia di chiuderla, ripensando a tutto
al bello e anche al brutto
socchiudendo gli occhi sottili sottili
per vedere lontano lontano
al di là
Al di là


sabato 25 luglio 2020

Le cose

Pensaci, dai: che saranno mai le cose?
Oggetti, tessuti, ceramiche, metalli. Niente. Materia bruta che sta lì, anche per caso, un acquisto svogliato, un regalo noioso e buttato da parte. Una curiosità di un attimo.
...
Tempo, tempo
Dopo un tot di mesi, di anni, che non ci sei più, qualcuno a cui manchi (sorprendetemente manchi! non ci avresti mai creduto) qualcuno sfiora quel braccialetto di pietre, quel libro, quelle tazzine da caffè.
Li prende e se li porta a casa per vederli ogni giorno, per toccarli e dire a te: "Buongiorno! ti penso, sai..."
E guarda a che pagina il libro era stato ben aperto, per rileggere le stesse parole che ti hanno incantato.
Indossa la tua sciarpa per darsi coraggio, per dirti: "Ci sei, ci sei ancora, nel mio cuore, sempre..."
E litiga con te nel pensiero, per la scelta nei giornali o nelle stoviglie, e mette in ordine la tua scrivania... con la precisione di chi sa che stai per tornare: le penne, i fogli, il portatile ben spolverato al centro.

martedì 14 luglio 2020

Preferenze

Avete presente i fuochi d'artificio? le luci, i rumori, la folla. La gente, tanta gente, che mangia, gesticola, parla, cammina, guida, commette piccole innocue prepotenze, dice piccole innocue ingiurie, esagera, alza i toni, litiga e fa pace, tutto con rumore...

E poi, il silenzio: il soffio del vento, come lo sciabordio del mare, lo stormire delle foglie; poi un crrro crro che è la voce di un volatile, poi il latrato di un cane, in lontananza.
Tutta l'aria tace, nella vallata.

Perchè dunque, amo tanto disperatamente la montagna, con le sue robinie, i suoi castagni, le sue felci invadenti, le fragoline e i fichi, le nere amarene che non ho osato cogliere?
Perchè amo il falco che rotea nel blu, il ghiro dagli occhi tondi, aggrappato al nocciolo, le coccinelle arrampicate sui fili d'erba e le libellule dalle vibratili ali iridescenti?
Nessuno mi ha insegnato ad amarli, la scelta era già in me.


martedì 26 maggio 2020

Lo stupore

Ebbene, è accaduto di nuovo.
Sarò una sciocca, dai.
Tutto silenzio, solo lo stormire delle foglie, io lì a guardarmi intorno_ già lo sapete_ a guardare il gelsomino, la mimosa, il castagno, il pero che amo  ... d'un tratto
d'un tratto lei.
Lei lì, davanti a me, a guardarmi dall'alto (ci vuol poco) con l'aria di dire:"Oggi mancavi solo tu, già era una giornata storta!"
E io, dov'è il cellulare, dov'è l'icona, perchè non fa clic, ma quale fuoco, ma scatta, dai.
Lei sempre lì, a guardarmi, tipo: "Non ti capisco mica, uffa, che c'è, mi innervosisci"
E così, in un lungo attimo, bastevole a vederla bene, a capirne i colori, la livrea
E intanto dicevo a mezza voce "Ho capito chi sei, ho capito..." Puf! un fruscìo d'ali, ma non in fretta, perchè paura, di me, proprio non ne aveva. E ci mancherebbe altro!
Una ghiandaia.
Meravigliosa.
Niente foto mia, il clic ha ripreso il cancello, dopo che era volata via.
La foto l'ho presa dalla rete: identica.

martedì 19 maggio 2020

La griglia

Ci deve essere: la griglia dove scorre via il tempo, con tutte le parole dentro, e i sorrisi, i pianti, la disperazione.
Dove sono infatti i volti amati? dove sono quelli che ci sono cari?
Tutti lì immagino, nelle acque tremolanti sotto l'inferriata della griglia.
Visibili solo a tratti, a chi sa guardare, a chi, curioso e pensoso, osserva

Non so dove siano altrimenti. E insieme, ci sono anche le mie età, i miei sedici anni, e prima, i dodici anni con la coda di cavallo, i sette anni a correre tra le robinie, i tre anni a Pisa.

Lì, nell'acqua bruna e tremolante del tombino

E la crocchia della nonna, con le sue forcine (spadelle, le chiamava); le fiabe della zia, le bottiglie di pomodoro, papà imbarcato, il tennis dello zio

Quanti cerchi tremolanti, quanti visi, quante parole

(Scivolerei lì anch'io, per vederli)




sabato 9 maggio 2020

la paura e la domanda

Ce l'ho fatta. Stamattina, ho preso la risoluzione della mia vita. Messo tutto lo strumentario, scelto gli abiti (da più di due mesi che non mettevo il naso fuori di casa, saran passate due stagioni). Sono uscita.
Lo stupore, la voglia di vedere com'era adesso fuori, tutti imbavagliati come me, ben confezionati.
La paura di sbagliare a fare qualcosa. Vado a prendere un cornetto... no! I bar sono chiusi!
E poi, il ritorno. Appagata felicità, senso di compiutezza, ansia di normalità.
..
Adesso che è sera, sono qui a tictoccare (!) sui tasti.
E sono stanca. Sono triste.
Non posso non pensare alla mia famiglia trasparente (d'ora in avanti la chiamerò sempre così).

Penso a loro, e li immagino curiosi e ironicamente divertiti da questa masquerade  generale.
Mia madre di certo, avrebbe ridacchiato e fatto qualche battuta pungente.
Papà avrebbe scandito il suo "Mah!" sacramentale.

E lei, mia sorella, avrebbe trovato una mascherina elegantissima in raso candido, presa chissà dove, in uno dei suoi viaggi.
..
Ciao famiglia trasparente.
Ho la mia maschera di tela verde, che mi ha portato il figlio n.2.
Non sono mai stata la più chic, in casa.
Va bene così.
Tanti diafani pensieri per voi, miei amatissimi.