martedì 30 agosto 2016

Massi cadenti (=Rolling Stones?...)

Mi sembra che...
Non so se si può iniziare così, un post. Però se non si è sicuri, il "mi sembra" è d'obbligo.
Comunque, diamolo per certo.
La mia impressione è che le belle notizie, la felicità, caschino sulla testa esattamente così: come speroni di roccia che possono far secchi i malcapitati. O dovrei dire "bencapitati"? Insomma, i destinatari.
Mi stanno capitando, dopo un'estate massacrante per motivi diversi, con i quali non vorrei tediare i miei quattro lettori, mi stanno capitando dicevo delle mitragliate di belle notizie.
Rendo l'idea?
Sento i colpi addosso.
Come se mi tirassero sassi.
Sorriso tirato e dolore insieme.
Gioia che mi riempie di lividure.
Il respiro, poi, manca.
Non ho fame, ho solo sete, come quando si soffre tanto.
Devo essere felice_ dice una vocina grilloparlante dentro di me_Sono felice, ma di più sono in ansia.
Vado a camminare per smaltire l'ansia.
Bevo ettolitri di acqua per deglutire l'ansia.
La felicità è una gemma pericolosa.


lunedì 15 agosto 2016

l'evanescenza delle feste

Cosa si intende per festa?
il concetto di festa m'intriga.
F.E.S.T.A.
5 lettere
Quante cose racchiudono: pausa dal lavoro, uscite, attività diverse, pranzi particolari
La religione non c'entra nulla: ci è stata incollata sopra.
Le feste lo erano già, erano feste pagane.
Quindi sorgevano da esigenze intime dei popoli, i quali benchè primitivi, avvertivano già il vuoto esistenziale, la necessità di una pausa, di un attimo di respiro, di un fermo-immagine.
F.E.S.T.A.
Si va al rito (qualunque esso sia), ci si veste diversamente, si pranza diversamente.
Ci si incontra, si celebra insieme.
.....
E chi è solo?
Chi è solo cerca compagnia
Perchè durante la F.E.S.T.A.
spettri del passato, demoni dei rimpianti, si aggirano dietro le porte delle stanze, nella penombra dei corridoi.
Le anime sono scosse dal vento dei ricordi, le memorie spremute impietosamente.
.....
Perchè si sorride, quando si parla di  F.E.S.T.A.?

The Highlands

venerdì 5 agosto 2016

volere ... volare

Anche l'estate è un impegno.
Nel telaio della vita, l'inverno funziona come l'ordito faticosamente, lungamente, duramente issato sulle travi assordanti.
(Graaan, graan, fanno i fragorosi telai, di continuo)
D'estate, pian piano, con levità, si passa la trama:
ed ecco apparire le figure, i colori, le scene.
Così la vita.
Per questo, capita (capita!) che qualcuno, alla vista del risultato finale, del paesaggio risultante, decida di piantarla lì, di farla finita.
(Graan, graan, fa il telaio grande della vita, di continuo).



lunedì 18 luglio 2016

il semipieno


Che si sappia:
vedere il bicchiere mezzo pieno è la mia specialità.
Come io abbia fatto a sviluppare quest'abilità, non saprei dire... non ricordo.
Però, vuoi per sopravvivere, vuoi per sorprendere i piagnoni di turno,
immancabilmente mi capita di fronte a qualsiasi difficoltà inaspettata, di dire:
"Sì, però, questo ti consente di..." e giù una dissertazione particolareggiata dei benefici.

In realtà qualcosa dentro di me sussurra che sì, indubbiamente, però... magari era meglio di no.
Ma io non ascolto, oppure faccio finta.
Solo a distanza di anni convengo che sì, effettivamente, c'erano stati degli intoppi.
Ma vabbè: roba passata!

venerdì 8 luglio 2016

il puzzle

A chi non capita di avere un problema, magari uno di quelli a orologeria, non so se mi spiego.
Che sai che accadrà, aspetti aspetti, e alla fine -BUM- esplode.
Lo sapevi.
La prima cosa è saltare per aria, letteralmente.
Poi capisci che quella che è esplosa è solo la tua ansia, la paura di sbagliare.
Quindi, piano piano, elabori.
E lo smonti, pezzettino dopo pezzettino, per vedere come rendere poi il tutto un oggetto inoffensivo. Perchè di norma è così: tu non c'entri nulla, qualcuno ti ha combinato il pacco-regalo.
Solo che ti ci hanno infiocchettato così bene in mezzo, che rischi di farti male.
Allora, fare come gli artificieri.
Piano pianino. Un pezzettino per volta per disinnescare l'ordigno.
E neanche per distribuire colpe e responsabilità (che ce ne importa?)
Ma solo per uscirne.

sabato 2 luglio 2016

a mezz'aria


Com'è un sabato di mezza estate?...
è come essere sospesi a mezz'aria
Ti alzi con gli occhi ancora pieni di sogni, cerchi di mettere ordine nei pensieri e ti trovi una giostra di ipotesi a girare nella testa
Ti precipiti al mercatino (poi farà un gran caldo)
Lì, colori, suoni, sirene che ti attirano qui e là...
che tardi! via, dal dentista
Attesa attesa attesa... per un controllino e un appuntamento (c'è scappato anche un sonnellino di nascosto)
Poi presto a cucinare
a pranzare
a rassettare
...e la casa mezza vuota, i figli andati, il gattino rintanato
chissà dove
(Quanta stanchezza... e se dormissi, così, con questo filino d'aria che mi culla?)
Devo decidere ancora se è più la noia o la tristezza
(la seconda, senz'altro).