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lunedì 31 ottobre 2016

i giorni più belli

Sono questi: i giorni dei morti.
In cui si è liberi di volare nei ricordi del passato, svincolandosi dai legacci del quotidiano.
In cui si tralascia di rassettare, di correggere compiti, di far la spesa
per andare in un luogo dove tra i fiori e le pietre sfrecciano anime, pensieri, ricordi.
E rammenti il nonno che condivideva con te i gamberetti del fiume, color rubino, gli occhietti di ossidiana.
La nonna che trafficava nel cucinino coi mobili dipinti di azzurro cielo (e il canestro di vimini per la spesa, e il tarallo inzuppato nel latte per cena)
La zia che mi raccontava, inconsapevole, le fiabe di Basile, che ci facevamo ripetere milioni di volte.
Papà che si preparava per la parata, con tutte le decorazioni, la sciabola, la lunga navigazione.
Mamma che rassettava cuciva cucinava sferruzzava sempre sempre sempre sempre

Io piccola, io sorridente, io felice, lo sfilatino col pomodoro, la palla, la bambola, i gatti.

I giorni più belli sono questi.



lunedì 17 ottobre 2016

quella volta lì

Poi, c'è quella volta lì.
Il mulinello della malinconia, il gorgo della tristezza, la melma del rimpianto.
Rimpianto degli anni d'oro,
ma anche degli sguardi perduti in un soffio di vento
dei calendari sfogliati come le rose d'autunno
un petalo via l'altro, dolcemente, senza rumore.
E sono giorni tetri, quelli, giorni in cui chissà che daresti per risentire quella voce, rivivere quell'istante, ritornare a quella luce.
Ma la melma del presente paralizza le membra, incupisce la mente, appiccica i capelli.
Niente, niente è più come allora.
Mai più.
Agiti le dita nell'aria, invano...
Il lembo della veste del passato  è già svolazzato via, lieve, trasparente.
Ma è stato davvero, o è stato solo un sogno?


martedì 11 ottobre 2016

Le bastonate della felicità

Le cose belle capitano?
Sicuro: e a me, in particolare, capitano tutte insieme, esattamente come quelle brutte
Si danno l'appuntamento, insomma.
Ed è come una gragnuola di sassi in testa; al punto che ogni volta ne esco stordita, con una vaga sensazione di dolore contento, di contentezza dolorosa.
Così oggi.
Troppe tante cose
riconoscimenti pubblici, davanti alla platea più ostile
traguardi sociali raggiunti
ricordi di persone importanti, influenti, e amiche
contatti attesi per giorni e giorni e lungamente per giorni ancora: e realizzati così in un attimo


Come ne esco? con la pressione che salta la mazurka, con la testa che gira, con le pilloline magiche per ritrovare la serenità




lunedì 15 agosto 2016

l'evanescenza delle feste

Cosa si intende per festa?
il concetto di festa m'intriga.
F.E.S.T.A.
5 lettere
Quante cose racchiudono: pausa dal lavoro, uscite, attività diverse, pranzi particolari
La religione non c'entra nulla: ci è stata incollata sopra.
Le feste lo erano già, erano feste pagane.
Quindi sorgevano da esigenze intime dei popoli, i quali benchè primitivi, avvertivano già il vuoto esistenziale, la necessità di una pausa, di un attimo di respiro, di un fermo-immagine.
F.E.S.T.A.
Si va al rito (qualunque esso sia), ci si veste diversamente, si pranza diversamente.
Ci si incontra, si celebra insieme.
.....
E chi è solo?
Chi è solo cerca compagnia
Perchè durante la F.E.S.T.A.
spettri del passato, demoni dei rimpianti, si aggirano dietro le porte delle stanze, nella penombra dei corridoi.
Le anime sono scosse dal vento dei ricordi, le memorie spremute impietosamente.
.....
Perchè si sorride, quando si parla di  F.E.S.T.A.?

The Highlands

giovedì 12 maggio 2016

occhi neri

_Da adesso dovrò farne a meno. Per sempre._  per un attimo, gli apparvero quegli occhi nerissimi, fiammeggianti._Per sempre._
Si trovò a vagare con lo sguardo tutt'intorno, come a cercare una via d'uscita.
Mai più, non l'avrebbe mai  più vista. Mai più si sarebbe arrabbiato con lei, mai più l'avrebbe evitata per farle dispetto. Mai più le avrebbe detto cose gentili per stupirla. Mai più.
Comunque non importava adesso: si sarebbe portato con sè quell'amputazione per sempre (non vederla, non sentire il suono della sua voce). Adesso c'era il lavoro; e problemi e fastidi .
L'immagine di lei andava a sbiadire pian piano, si dissolveva nelle preoccupazioni affollate nell'attimo presente. (Non sparire, resta qui, che ti veda, almeno nei sogni, una volta ancora).
Adesso c'era il tedio quotidiano, le noiose incombenze, i lievi palliativi, i doveri, gli impegni, la noia... la noia.

Ma non ce l'avrebbe fatta a sopportare lo sfascio del suo progetto di vita. A lasciare tutto: ad affrontare lo stacco, le sordide questioni economiche, le rabbiose querimonie dei figli "Tu...tu...tu...". Meglio così.
Meglio rinunciare a lei, allo strappo nel cuore al solo vederla, alla ferita che lasciavano i suoi occhi .
Già solo il sapere che in un punto del mondo esisteva lei, esisteva quel fascio luminoso di occhi neri, quei capelli lucidissimi riccioluti duri e forti (come lei), già era un sollievo; come lo era il raccogliersi la sera a sognarla: a occhi chiusi, a occhi aperti, comunque.
 Oci ciornie...

sabato 20 febbraio 2016

Una Parigi-Dakar

https://flic.kr/p/EhcQzQ

Alzi gli occhi, a un tratto: e c'è una volta blu . Come stare in una di quelle bellissime palline dell'albero di natale, quelle con la slitta e le renne, e l'ovatta che simula la neve.
E a un tratto, ti vedi passare davanti tipo scene dalla tua vita, attaccate l'una dopo l'altra come fossero un festone pubblicitario trasportato da un aeroplanino.
Belle brutte e così così (certe che non vorresti proprio ricordarle, figuriamoci vederle scorrere nel cielo).
Ma tant'è, non si sceglie, non si può.
E allora pensi: ma allora sto per morire, dice che la vita la si rivede quando si è in punto di morte.
E poi consideri che ormai un bel pezzo l'hai camminato, quanto ne può restare e poi capirai, il pezzo finale con le malattie non lo vuole nessuno, sai che spasso (questo lo avevo già capito a sedici anni, per la verità).
In realtà, mai dire mai, non si sa quanto avanza, vivere è come passeggiare nel deserto, sei vicino o sei lontano dal traguardo, boh?
Ecco, la vita probabilmente è come una Parigi-Dakar (quante volte l'ho sognata...) piena di sorprese e non sai mai per te quando finisce. 




venerdì 20 novembre 2015

Alla fine

Alla fine, rinunci.
Dopo tanti silenzi ovattati, dopo tanti disperati tentativi, e parole arrotolate all'amo di un punto di domanda, invano.
Dopo solitudini ammantate di disperazione, dopo essere precipitata da un piano all'altro nella mente, come se la tua testa fosse l'Empire.
Rinunci.
Chiudi davanti al tuo viso le porte dell'armadio e resti lì nel buio odoroso dei cappotti, nel silenzio dell'anima, avvolta dal fruscio serico dei foulards e dal ruvido scorrere dei ricordi davanti agli occhi.
Frasi nelle orecchie, sussurrate da chi non c'è più, da chi non è più lì, da chi non è più lo stesso.
Come un film già visto mille volte, a cui si è stupidamente affezionati, e che stupidamente intiepidisce il cuore.
Fuori, il nulla.

domenica 1 novembre 2015

{Perd-ono,ere,uti} {pers-o,a,i,e}

Diciamolo: di tutto.
Foulard rosso e nero bellissimo, occhiali, orecchini preziosi, braccialetti preziosi e non, fazzoletti ricamati, ombrelli, cinturine, bottoni (tanti), penne, matite, chiavi
Minuti, ore, giorni, settimane, mesi, anni
Amici, conoscenti, parenti, animali, affetti, ricordi, rimpianti, rimorsi
Kilogrammi, capelli, giovinezza, bellezza
Vita

Tra le mie mani bucate, tra le mie dita aperte a ventaglio, il vento dei giorni soffia
e io, ignara ignorante, gli permetto di portarmi via ogni cosa



venerdì 16 ottobre 2015

la fiaba della nebbia

https://flic.kr/p/zHbf7Z
                                           https://flic.kr/p/zHbf7Z

Che immagini da fiaba riesce a creare la nebbia: contorni sfumati delle cose, ma anche dei pensieri, delle emozioni
Gli occhi si confondono e la mente ingannata crede di tornare indietro nel tempo
(Nel passato, là dove parla, sorride, si muove chi non c'è più; la nostra fiaba personale)

Nebbia: su cose, su case, pensieri 
sui ricordi, e emozioni di ieri
e non sai più nè il dove nè il quando
Un minuto, o era un'ora? ed è il tempo
Ogni oggetto è sfumato, sbiadito
dai tuoi sensi ti senti tradito
Ma volando già spiuma la mente
frastornata ritorna al presente