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martedì 15 novembre 2022

Doch mich vergaß sie lang

 





E' buio e fa freddo; la casa è vuota. I figli sono grandi e sono lontano, lontani in tutti i sensi. 

Le ombre portano ombra in casa e altre ombre, lievi lievi, che nel silenzio sussurrano.

[non posso mandarle via... non voglio mandarle via]

[...]

Così, andando a stendere i panni dell'ultima lavatrice sotto la volta indaco del cielo, che senso ha canterellare? fa così freddo...

Eppure mi salgono le note da sole, e canticchio, senza fermarmi, tra i fili dello stendino e i righi del pentagramma [sono mollette, o note?]

Deine Schritte kennt sie,
Deinen zieren Gang
Alle Abend brennt sie,
Doch mich vergaß sie lang
Und sollte mir ein Leids gescheh'n
Wer wird bei der Laterne stehen
Mit dir Lili Marleen,
Mit dir Lili Marleen?















martedì 30 agosto 2016

Massi cadenti (=Rolling Stones?...)

Mi sembra che...
Non so se si può iniziare così, un post. Però se non si è sicuri, il "mi sembra" è d'obbligo.
Comunque, diamolo per certo.
La mia impressione è che le belle notizie, la felicità, caschino sulla testa esattamente così: come speroni di roccia che possono far secchi i malcapitati. O dovrei dire "bencapitati"? Insomma, i destinatari.
Mi stanno capitando, dopo un'estate massacrante per motivi diversi, con i quali non vorrei tediare i miei quattro lettori, mi stanno capitando dicevo delle mitragliate di belle notizie.
Rendo l'idea?
Sento i colpi addosso.
Come se mi tirassero sassi.
Sorriso tirato e dolore insieme.
Gioia che mi riempie di lividure.
Il respiro, poi, manca.
Non ho fame, ho solo sete, come quando si soffre tanto.
Devo essere felice_ dice una vocina grilloparlante dentro di me_Sono felice, ma di più sono in ansia.
Vado a camminare per smaltire l'ansia.
Bevo ettolitri di acqua per deglutire l'ansia.
La felicità è una gemma pericolosa.


venerdì 4 settembre 2015

quanta strada fa ...

... un calzino?
Sei lì, come sempre, con la tua bagnarola azzurra piena di fantasmini, calzettoni, pedalini
Il lavoro più noioso che c'è
Ci vuol mica la laurea per far questo, vero?
Però vanno scelti: per tipo, per colore.
Io poi ho un dono: li acquisto sempre a gradazione
Quindi un paio antracite, uno color torba, uno fumo di Londra, uno grigio ferro, uno grigio argento,
e poi grigio matita...
Quindi li devo stendere appaiati.
Oddio, potrei anche farne a meno, ma allora, delle due, una: o appaiarli a casaccio, colori diversi, oppure uno alla volta (aaargh! significa rimandare il lavoraccio a dopo, quando saranno asciutti)
Li metto quindi in orizzontale sui fili dello stenditoio, augurandomi che nessun vento ribaldo me li faccia volar via.
E inizio a cercare le coppie.
Una specie di Memory, insomma.
Intanto, penso a loro.
Alla strada che hanno fatto, le cose che hanno vissuto, le ore belle ( o meno belle), la voglia di tornare a casa.
Penso che li amo, i miei cari.
E non importa che è un lavoro umile e faticoso stendere i calzini.
E' per loro.



sabato 29 agosto 2015

saperlo

quando sei giovane, tante volte pensi che i tuoi bambini quando cresceranno... allora sì!
tante volte pensi che adesso non puoi lasciarli soli, ma poi... allora sì?!
che è solo questione di tempo, da grandi... allora sì.

Crescono.
E intanto, tu non sei più quella di prima (quella che correva per le scale saltando gli scalini, quella che portava la spesa, il passeggino e uno in braccio, quella che scappava al mercatino, spesa e poi di corsa al lavoro...)

Ma scatta anche qualcosa.
Loro, vanno.
Strade nascono dalla tua porta, strade che si intersecano, si arricciolano e li portano in luoghi sconosciuti, mai saputi.
Loro hanno amici, gruppi, ragazze... ognuno di loro ha un universo che gravita intorno.

Escono dalla porta.
Di colpo, sulla casa scende il freddo e il vuoto.

I tuoi passi fanno uno strano rimbombo, e quando dici:"Ehi!" non ci sono più le risposte che sapevi.
Il cane dorme.
Oppure fa finta: accoccolato accanto alla porta, aspetta.


domenica 10 maggio 2015

Una valigia di piume

Lasciare che vadano
Questo deve fare la madre.
Anche se non è stato fatto sempre, non con lei.

Lascia che volino via, che non sentano il clangore del ponte levatoio che si chiude
che non guardino la strada brillante di luce e di vita da dietro i vetri, dalle tendine chiuse
Che non sentano la cappa di buia disapprovazione
Il rancore_quasi_ il disamore

Volate, andate, non chiedete: ...posso?
Partite liberi, leggeri, con una valigia di piume in cui non ci sia alcun senso di colpa

Solo così, forse, tornerete