Bisogna provarlo, cos'è.
Magari non te ne accorgi per lustri, per decenni.
Poi capita qualcosa.
E tu, d'un tratto, senti la voce del sangue: che ti parla, che ti chiama.
Non forte, bensì sottile e imperiosa.
E tu devi andare, sai che devi.
Tu vivi cose, ti ribalti la vita, per quella voce dura, sottile e imperiosa, che ti chiama, esattamente come fa la musica col serpente.
Visualizzazione post con etichetta ansia. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta ansia. Mostra tutti i post
lunedì 12 dicembre 2016
domenica 13 novembre 2016
giovedì 27 ottobre 2016
quel che resta
Che resta, del fulgore della giovinezza?
appannata l'immagine, sbiaditi i colori, smarrita per sempre l'agilità dei camosci e delle antilopi
resta
resta la sapienza
la trista conoscenza delle cose
resta lo sguardo mesto e lungo capace di vedere oltre l'orizzonte
resta la sazia pienezza dei giorni vissuti, grevi di emozioni, passioni, gioie brillanti, pianti desolati
resta
resta la frangia consunta del manto della vita
manto cangiante e potente
talora cupo, talora lampante
Ammirato dai giovani
unica forza dei deboli vecchi
impossibile da nascondere
appannata l'immagine, sbiaditi i colori, smarrita per sempre l'agilità dei camosci e delle antilopi
resta
resta la sapienza
la trista conoscenza delle cose
resta lo sguardo mesto e lungo capace di vedere oltre l'orizzonte
resta la sazia pienezza dei giorni vissuti, grevi di emozioni, passioni, gioie brillanti, pianti desolati
resta
resta la frangia consunta del manto della vita
manto cangiante e potente
talora cupo, talora lampante
Ammirato dai giovani
unica forza dei deboli vecchi
impossibile da nascondere
venerdì 21 ottobre 2016
la mano vuota
E poi
tendi la mano
Scrivi, ad esempio. Magari scrivi una mail a una persona.
O a due, così hai un'altra possibilità.
Anche a tre: ecco meglio. A tre persone.
Per bere un pochino dalla coppa fragrante della condivisione
l'ambrosia che consola, che riscalda il cuore, che deterge la mente
che placa i sensi di colpa
[sempre lì in agguato, sempre pronti a mordere]
...
poi
...
aspetti
...
Nessuno.
Nessuno risponde.
Non è un complotto.
Non si conoscono.
Eppure: idem.
Fanno lo stesso.Tutti e tre: tacciono.
Nulla, niente, zero.
Io sono nulla, allora?
Evidentemente.
...
La mano
(aperta, tesa)
ricade
vuota.
tendi la mano
Scrivi, ad esempio. Magari scrivi una mail a una persona.
O a due, così hai un'altra possibilità.
Anche a tre: ecco meglio. A tre persone.
Per bere un pochino dalla coppa fragrante della condivisione
l'ambrosia che consola, che riscalda il cuore, che deterge la mente
che placa i sensi di colpa
[sempre lì in agguato, sempre pronti a mordere]
...
poi
...
aspetti
...
Nessuno.
Nessuno risponde.
Non è un complotto.
Non si conoscono.
Eppure: idem.
Fanno lo stesso.Tutti e tre: tacciono.
Nulla, niente, zero.
Io sono nulla, allora?
Evidentemente.
...
La mano
(aperta, tesa)
ricade
vuota.
lunedì 17 ottobre 2016
quella volta lì
Poi, c'è quella volta lì.
Il mulinello della malinconia, il gorgo della tristezza, la melma del rimpianto.
Rimpianto degli anni d'oro,
ma anche degli sguardi perduti in un soffio di vento
dei calendari sfogliati come le rose d'autunno
un petalo via l'altro, dolcemente, senza rumore.
E sono giorni tetri, quelli, giorni in cui chissà che daresti per risentire quella voce, rivivere quell'istante, ritornare a quella luce.
Ma la melma del presente paralizza le membra, incupisce la mente, appiccica i capelli.
Niente, niente è più come allora.
Mai più.
Agiti le dita nell'aria, invano...
Il lembo della veste del passato è già svolazzato via, lieve, trasparente.
Ma è stato davvero, o è stato solo un sogno?
Il mulinello della malinconia, il gorgo della tristezza, la melma del rimpianto.
Rimpianto degli anni d'oro,
ma anche degli sguardi perduti in un soffio di vento
dei calendari sfogliati come le rose d'autunno
un petalo via l'altro, dolcemente, senza rumore.
E sono giorni tetri, quelli, giorni in cui chissà che daresti per risentire quella voce, rivivere quell'istante, ritornare a quella luce.
Ma la melma del presente paralizza le membra, incupisce la mente, appiccica i capelli.
Niente, niente è più come allora.
Mai più.
Agiti le dita nell'aria, invano...
Il lembo della veste del passato è già svolazzato via, lieve, trasparente.
Ma è stato davvero, o è stato solo un sogno?
martedì 11 ottobre 2016
Le bastonate della felicità
Le cose belle capitano?
Sicuro: e a me, in particolare, capitano tutte insieme, esattamente come quelle brutte
Si danno l'appuntamento, insomma.
Ed è come una gragnuola di sassi in testa; al punto che ogni volta ne esco stordita, con una vaga sensazione di dolore contento, di contentezza dolorosa.
Così oggi.
Troppe tante cose
riconoscimenti pubblici, davanti alla platea più ostile
traguardi sociali raggiunti
ricordi di persone importanti, influenti, e amiche
contatti attesi per giorni e giorni e lungamente per giorni ancora: e realizzati così in un attimo
Come ne esco? con la pressione che salta la mazurka, con la testa che gira, con le pilloline magiche per ritrovare la serenità
Sicuro: e a me, in particolare, capitano tutte insieme, esattamente come quelle brutte
Si danno l'appuntamento, insomma.
Ed è come una gragnuola di sassi in testa; al punto che ogni volta ne esco stordita, con una vaga sensazione di dolore contento, di contentezza dolorosa.
Così oggi.
Troppe tante cose
riconoscimenti pubblici, davanti alla platea più ostile
traguardi sociali raggiunti
ricordi di persone importanti, influenti, e amiche
contatti attesi per giorni e giorni e lungamente per giorni ancora: e realizzati così in un attimo
Come ne esco? con la pressione che salta la mazurka, con la testa che gira, con le pilloline magiche per ritrovare la serenità
martedì 30 agosto 2016
Massi cadenti (=Rolling Stones?...)
Mi sembra che...
Non so se si può iniziare così, un post. Però se non si è sicuri, il "mi sembra" è d'obbligo.
Comunque, diamolo per certo.
La mia impressione è che le belle notizie, la felicità, caschino sulla testa esattamente così: come speroni di roccia che possono far secchi i malcapitati. O dovrei dire "bencapitati"? Insomma, i destinatari.
Mi stanno capitando, dopo un'estate massacrante per motivi diversi, con i quali non vorrei tediare i miei quattro lettori, mi stanno capitando dicevo delle mitragliate di belle notizie.
Rendo l'idea?
Sento i colpi addosso.
Come se mi tirassero sassi.
Sorriso tirato e dolore insieme.
Gioia che mi riempie di lividure.
Il respiro, poi, manca.
Non ho fame, ho solo sete, come quando si soffre tanto.
Devo essere felice_ dice una vocina grilloparlante dentro di me_Sono felice, ma di più sono in ansia.
Vado a camminare per smaltire l'ansia.
Bevo ettolitri di acqua per deglutire l'ansia.
La felicità è una gemma pericolosa.
Non so se si può iniziare così, un post. Però se non si è sicuri, il "mi sembra" è d'obbligo.
Comunque, diamolo per certo.
La mia impressione è che le belle notizie, la felicità, caschino sulla testa esattamente così: come speroni di roccia che possono far secchi i malcapitati. O dovrei dire "bencapitati"? Insomma, i destinatari.
Mi stanno capitando, dopo un'estate massacrante per motivi diversi, con i quali non vorrei tediare i miei quattro lettori, mi stanno capitando dicevo delle mitragliate di belle notizie.
Rendo l'idea?
Sento i colpi addosso.
Come se mi tirassero sassi.
Sorriso tirato e dolore insieme.
Gioia che mi riempie di lividure.
Il respiro, poi, manca.
Non ho fame, ho solo sete, come quando si soffre tanto.
Devo essere felice_ dice una vocina grilloparlante dentro di me_Sono felice, ma di più sono in ansia.
Vado a camminare per smaltire l'ansia.
Bevo ettolitri di acqua per deglutire l'ansia.
La felicità è una gemma pericolosa.
venerdì 5 agosto 2016
volere ... volare
Anche l'estate è un impegno.
Nel telaio della vita, l'inverno funziona come l'ordito faticosamente, lungamente, duramente issato sulle travi assordanti.
(Graaan, graan, fanno i fragorosi telai, di continuo)
D'estate, pian piano, con levità, si passa la trama:
ed ecco apparire le figure, i colori, le scene.
Così la vita.
Per questo, capita (capita!) che qualcuno, alla vista del risultato finale, del paesaggio risultante, decida di piantarla lì, di farla finita.
(Graan, graan, fa il telaio grande della vita, di continuo).
Nel telaio della vita, l'inverno funziona come l'ordito faticosamente, lungamente, duramente issato sulle travi assordanti.
(Graaan, graan, fanno i fragorosi telai, di continuo)
D'estate, pian piano, con levità, si passa la trama:
ed ecco apparire le figure, i colori, le scene.
Così la vita.
Per questo, capita (capita!) che qualcuno, alla vista del risultato finale, del paesaggio risultante, decida di piantarla lì, di farla finita.
(Graan, graan, fa il telaio grande della vita, di continuo).
venerdì 8 luglio 2016
il puzzle
A chi non capita di avere un problema, magari uno di quelli a orologeria, non so se mi spiego.
Che sai che accadrà, aspetti aspetti, e alla fine -BUM- esplode.
Lo sapevi.
La prima cosa è saltare per aria, letteralmente.
Poi capisci che quella che è esplosa è solo la tua ansia, la paura di sbagliare.
Quindi, piano piano, elabori.
E lo smonti, pezzettino dopo pezzettino, per vedere come rendere poi il tutto un oggetto inoffensivo. Perchè di norma è così: tu non c'entri nulla, qualcuno ti ha combinato il pacco-regalo.
Solo che ti ci hanno infiocchettato così bene in mezzo, che rischi di farti male.
Allora, fare come gli artificieri.
Piano pianino. Un pezzettino per volta per disinnescare l'ordigno.
E neanche per distribuire colpe e responsabilità (che ce ne importa?)
Ma solo per uscirne.
Che sai che accadrà, aspetti aspetti, e alla fine -BUM- esplode.
Lo sapevi.
La prima cosa è saltare per aria, letteralmente.
Poi capisci che quella che è esplosa è solo la tua ansia, la paura di sbagliare.
Quindi, piano piano, elabori.
E lo smonti, pezzettino dopo pezzettino, per vedere come rendere poi il tutto un oggetto inoffensivo. Perchè di norma è così: tu non c'entri nulla, qualcuno ti ha combinato il pacco-regalo.
Solo che ti ci hanno infiocchettato così bene in mezzo, che rischi di farti male.
Allora, fare come gli artificieri.
Piano pianino. Un pezzettino per volta per disinnescare l'ordigno.
E neanche per distribuire colpe e responsabilità (che ce ne importa?)
Ma solo per uscirne.
Iscriviti a:
Post (Atom)




