mercoledì 30 giugno 2021

Il primo (e l'ultimo)

 Il primo

Ma quale  primo?

Il primo primo, o il primo vero?

Il primo primo era un 3 novembre, mi ero laureata due giorni prima e ancora non ci credevo.

Ero una ragazzetta e portavo i jeans con i polacchini, un pullover verde scuro con 

 camicia bianca su cui avevo annodato una cravatta di mio padre, molto sottile.

Scuole superiori, periferia del napoletano.

Il primo vero fu molti anni dopo, i figli, il mio papà appena perso, andavo in giro con questa coltellata nel cuore.

Ricordo tutti i dettagli.

Io, avvolta in una giacca nera, capelli raccolti, occhi bassi. 

Il collega che mi precedeva voleva completare quanto già in suo possesso, ma per far questo il Preside avrebbe dovuto concedere talune modifiche all'orario.

Parlò un bel po', aveva considerato tante possibilità. Un tipo abile, snello, non alto, con una bella loquela.

Al termine della sua disamina, il Preside disse, con grande pacatezza, che era a discrezione del Capo d'Istituto decidere se consentire o meno il cambio orario.

Lui, in questa circostanza, non lo consentiva, e dava a me la supplemza.

Ero incredula!|

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(L'ultimo, è oggi)

(A distanza, niente abbracci, niente strette di mano, niente cibo condiviso)

(Emozioni vere, lacrime vere)



1 commento:

  1. Emozioni che si ribaltano da figlia a madre. Ci credo alle lacrime vere. Ci credo si.

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