sabato 12 settembre 2020

Un tempo (...)

 6. Un tempo per cercare e un tempo per perdere, un tempo per serbare e un tempo per buttar via.

7. Un tempo per stracciare e un tempo per cucire, un tempo per tacere e un tempo per parlare.

 

(Ecclesiaste 3,1-15)

 

E' accaduto d'un tratto. Intorno a me le solite pareti di aria, la consueta banalità quotidiana opprimente.

D'un tratto, come quando si disegna col dito sul vetro appannato, con movimenti incerti ho tracciato uno, due, tre segmenti... quattro.

Un varco: l'ho guardato dapprima con una certa diffidenza, sott'occhio. Poi...

poi ci ho pensato

 E ho detto quel "Perchè no" che è il mio labaro, il mio stendardo, che mi difende e mi segna il cammino

Perchè no? E mi sono affacciata

Perchè no

Al di là, un mondo nuovo

Via, via tutto: al di là spazi, colori, luce

La quinta dimensione si è dispiegata ai miei occhi

E' lì che ho capito che dopo aver provato, visto, non sarei più tornata indietro

No. Mai più




giovedì 27 agosto 2020

Adesso!

E' stata una cosa lunga, faticosa e caracollante, un'estate che non sapeva niente di sè, che si è svolta faticosamente, trascinandosi e procedendo a balzelloni, come certe macchine mosse dal vento, spettri paurosi e cose meccaniche contemporaneamente, dalla cui vista nascondersi, dal cui percorso sfuggire.
E l'afa, l'afa su tutto, combattuta a barricate con i condizionatori, subendone lo smacco al crepuscolo, al levarsi di plotoni di zanzare, nugoli di pappataci, squadre di pipistrelli.
Ma basta: ecco prossimo il liquefarsi della rossa stagione, ed ecco la mente sollevata a dispiegare le ali, liberando le penne rattrappite.
Adesso sì che si può leggermente andare nel vento, risvegliando i pensieri sopiti, storditi dalla calura, si può rovistare nella mente alla ricerca del lasciato a metà (quanto!)
Adesso; e i ricordi tristi raggomitolati in un cantuccio non daranno fastidio.
Staranno lì come i gattini randagi, contenti del poco donato.



https://vivailmondo.it/2019/01/04/strandbeest-le-creature-cinetiche-mosse-del-vento/

lunedì 17 agosto 2020

Lo stupore (ancora e ancora...)

Mai, finirò di stupirmi degli animali selvatici, mai. Domenica, dopo la festa. Noi finalmente seduti, nel silenzio, lucertoline e lucertoloni saltellanti, con una faccia tosta che amo, perché  sottintende che non ci temono, noi, grossi gnu indaffarati nel loro habitat senza colpo ferire.
D'un tratto, "flap, flap" sto ferma, mio marito mi dice: "Ce ne sono due, non ti girare". Sorrido, non ci temono.  Prendo il telefono come per fare un selfie, ma inquadro alle mie spalle, e almeno uno lo riprendo.
Birdwatching: Columba palumbus, Colombaccio.

mercoledì 5 agosto 2020

Più ci penso...

... E più penso che è stata una bella favola, in fondo.
C'è stato un po' di tutto: belle città, begli episodi, un pizzico di suspense, viaggi, una manciata di paure sparse, trabocchetti qui e là.
Bei momenti, dolcezze, sogni, illusioni
e sconfitte pianti disperazioni
Complimenti, spesso non desiderati, gioie così forti da lasciare senza fiato
Sorprese: inattese
E sorprese nelle sorprese
Da non reggere alla sorpresa.

E stanchezza di tutto, stanchezza spossatezza, voglia di chiuderla, ripensando a tutto
al bello e anche al brutto
socchiudendo gli occhi sottili sottili
per vedere lontano lontano
al di là
Al di là


sabato 25 luglio 2020

Le cose

Pensaci, dai: che saranno mai le cose?
Oggetti, tessuti, ceramiche, metalli. Niente. Materia bruta che sta lì, anche per caso, un acquisto svogliato, un regalo noioso e buttato da parte. Una curiosità di un attimo.
...
Tempo, tempo
Dopo un tot di mesi, di anni, che non ci sei più, qualcuno a cui manchi (sorprendetemente manchi! non ci avresti mai creduto) qualcuno sfiora quel braccialetto di pietre, quel libro, quelle tazzine da caffè.
Li prende e se li porta a casa per vederli ogni giorno, per toccarli e dire a te: "Buongiorno! ti penso, sai..."
E guarda a che pagina il libro era stato ben aperto, per rileggere le stesse parole che ti hanno incantato.
Indossa la tua sciarpa per darsi coraggio, per dirti: "Ci sei, ci sei ancora, nel mio cuore, sempre..."
E litiga con te nel pensiero, per la scelta nei giornali o nelle stoviglie, e mette in ordine la tua scrivania... con la precisione di chi sa che stai per tornare: le penne, i fogli, il portatile ben spolverato al centro.

martedì 14 luglio 2020

Preferenze

Avete presente i fuochi d'artificio? le luci, i rumori, la folla. La gente, tanta gente, che mangia, gesticola, parla, cammina, guida, commette piccole innocue prepotenze, dice piccole innocue ingiurie, esagera, alza i toni, litiga e fa pace, tutto con rumore...

E poi, il silenzio: il soffio del vento, come lo sciabordio del mare, lo stormire delle foglie; poi un crrro crro che è la voce di un volatile, poi il latrato di un cane, in lontananza.
Tutta l'aria tace, nella vallata.

Perchè dunque, amo tanto disperatamente la montagna, con le sue robinie, i suoi castagni, le sue felci invadenti, le fragoline e i fichi, le nere amarene che non ho osato cogliere?
Perchè amo il falco che rotea nel blu, il ghiro dagli occhi tondi, aggrappato al nocciolo, le coccinelle arrampicate sui fili d'erba e le libellule dalle vibratili ali iridescenti?
Nessuno mi ha insegnato ad amarli, la scelta era già in me.