giovedì 9 maggio 2019

Souvenir

Souvenir.
Una paroletta delicata, sembra uno zuccherino. Macchè.
Brutta storia, i ricordi.
Stai lì, un attimo a ciondolare, così; guardi chi passa, ti distrai, sei come assorta.
Poi, un dettaglio: un'immagine, un suono, una sciocchezza, un niente.
Paf! ricordi: come una una nebbiolina che si alza pian piano, ma è tossica.
Immagini, parole, vicende.
Quel giorno, quella frase.
Ricordi lo zio, tal quale, mentre ti dice:" Allora, vediamo chi ha studiato meglio?" E tu ti arrabbiavi, perchè eri dai nonni e non volevi essere scocciata, e ...
Ma adesso vorresti dirgliela la risposta.
E quella volta, alla mamma?...
E quelle sere, che mamma stirava e tu le raccontavi sciocche storielle, e lei rideva perchè era felice di parlare con te.
E poi e poi...
Brutta storia i ricordi
Bruciano le mani, la pelle gli occhi,
peggio della paprika
E tu adesso piangi, piangi come una stupida e daresti chissà cosa per vederli una sola volta


mercoledì 8 maggio 2019

L'inizio della fine

Tutto è iniziato sulla strada. Anzi: sull'autostrada.
Avete presente le corsie di accelerazione?
Una vita fa, alla scuola-guida spiegavano che si trattava di un percorso senza diritto alla precedenza, quindi si accedeva pian piano, e se non passava nessuno ci si immetteva; altrimenti si aspettava.
Da un certo momento in poi (anni 80?) la gente ha iniziato a ignorare il dettaglio della strada senza diritto di precedenza (e sì che c'era un bel triangolo rovesciato, in bella mostra!) e ritenendo di aver tutti i diritti, perchè proveniente da destra, ha acquisito l'abitudine a buttarsi, senza tanti complimenti, stile: si salvi chi può. Prima lo facevano pochi sconsiderati, poi anche gente attempata, che avrebbe dovuto essere un tantino più accorta.
Successivamente (2000?) hanno iniziato a superare un attimo prima di uscire dalla via a grande scorrimento, tagliando quindi la strada a chi passava regolarmente sulla corsia di destra.
Anche in questo caso, prima lo facevano i soliti capiscarichi, poi anche persone più avanti negli anni, i cui riflessi_ diciamo così_ non avrebbero consentito simili piroette. Naturalmente, come conseguenza c'erano anche scene apocalittiche: viste da me, potrei descriverle tanto le ricordo bene, per la paura che ho avuto da semplice osservatrice non coinvolta.
Ultimamente è in voga di piazzarsi sulla corsia di sorpasso e procedere lì a velocità intermedia, ostacolando il transito delle auto più veloci anche nei tratti in cui i limiti sono più ampi.
Così chi vuole passare è costretto a pericolose gimkane.
(Preciso che io sono una lumaca, ma rispetto le competenze altrui e vado a destra.)
Ecco, tutto considerato questa faccenda è un po' uno specchio dei tempi, ovvero: se c'è un codice della strada, ideato per non creare pasticci (=guai) perchè non rispettarlo?
perchè fare delle strade un gioco malvagio?
perchè poi dopo_ ottusamente_ dare la colpa dei guai alle strade?
(le strade sono cose: e ci portano, ci guidano, ci indirizzano, ci evitano di camminare nella boscaglia, nel pietrisco, nelle lande deserte)


domenica 5 maggio 2019

Compiti da svolgere

Ha piovuto stanotte: uscire? uscire! (è un compito)
Con un bastone? Sì, con uno solo  (è un compito)
Soglia
Pianerottolo
Ascensore
Pianerottolo
S C A L E    3 (tre) (scendere nella modalità appresa: è un compito)
Atrio
Portone
Pavimentato esterno: BAGNATO!
calma calma calma
passi piccoli senza strusciare i piedi
Porticato
Selciato: BAGNATO! (applicare il compito precedente)
Automobile
Strategie di seduta al posto accanto a chi guida

Ce l'ho fatta!

L'immagine che allego è quella del film Il bambino d'oro, quando il protagonista camminava sui pali sospesi nell'abisso. L'effetto è quello.


lunedì 15 aprile 2019

Abbattere

E non mi devo avvilire. E non mi devo abbattere. E ce la farò. E ne verrò fuori. E tutto si risolverà. E camminerò come prima. (Quasi). (Non quasi: davvero). ( Mi iscriverò alla scuola di ballo). Riprenderò a fare jogging. Andrò a trovare mio figlio. Mi immergerò nel lavoro. Mi farò sommergere dal lavoro.
                                                      



Forse. ( Forse sì)
(Forse no)




venerdì 5 aprile 2019

Mistero

Mistero? mistero, sì, perchè ogni tanto (anzi, abbastanza spesso) mi chiedo se davvero le visualizzazioni corrispondono a lettori, a gente che si interessa a quel che scrivo. Il che, se devo dirla tutta, continua a stupirmi.
Detto ciò, parliamo del mio, ehm, episodio.
La mia zampetta rotta, insomma. Sto recuperando, ma mica è semplice.
E se devo spiegare come mi sento, l'immagine che meglio mi rappresenta è quella di quelle piccole mosche di primavera che, colpite da una paletta poco precisa, iniziano a spostarsi lungo il vetro con la loro povera zampina strasciconi. Così io.
Ricordo che, da ragazzina, mi stupivo dell'ostinazione delle povere bestiole, che lungi dal riposare, si impegnavano in lunghi percorsi: quanto è vero che viene voglia di fare così!
Risparmierò ai miei nove lettori l'immagine della moschina sciancata, anche perchè ipotizzo che a qualcuno potrebbe suscitare ribrezzo.
Quindi, metterò altro, a mia discrezione.
Qualcosa che, in qualche modo, associo all'idea.


giovedì 7 marzo 2019

to tarot

Un mese ormai
che son qui, col mio arto-rotto (tarot-to? ... to tarot!)
Che strano: l'impressione è di essere in una pallina di vetro, quelle di Natale, per capirci, senza slitta però, o meglio con una slitta a rotelle.
Vedo tutto da dietro il vetro, qualunque cosa scivola, non riesce a ghermirmi
solo i medici sono capaci di intaccare il mio guscio opalino,
gettandomi a seconda dei casi, nella disperazione, oppure lanciandomi in alto, verso la Tour Eiffel

I giorni passano, come lumachine, con la loro scia bavosa che s'asciuga al primo sole del mattino
Io vivo immemore, chiedendomi se esiste un calendario, se i fogli non li ha per caso soffiati via la sorte, il destino, quel che è