giovedì 28 gennaio 2021

Parigi val bene una messa ...in piega

 Giornate buie. Brancolamenti nella solitudine e nella disperazione che neanche i "frammenti di teatro" di Beckett.  Poi ti trovi fuori zona, fuori città, e decidi di colpo di andare da un parrucchiere, per distrarti. Prenoti, vai.

Tutto bene; mentre sei lì, tra un rebus e un cruciverba sulla S.E. che porti con te, senti : " Bonsoir, madame!"  e poi a distanza di tempo ancora; e poi ancora. Osservi che si tratta della sciampista,  graziosa e gentile. Non ci puoi credere, mentre nella testa le tue rotelline francesi iniziano a muoversi.

I capelli vanno benissimo, sei contenta e lo dici al titolare.

Paghi, e mentre la ragazza ti dice la sua frase, replichi:"Parlez-vous français?" e lei, dopo un attimo: "Oui, je suis francophone". Impossibile non replicare: "Vous êtes francophone!""Oui, je suis du Mali, en Afrique...""J'ai compri, vous êtes malinoise". 

L'espressione della ragazza era indescrivibile. Anche la mia, credo. Le ho porto le banconote dicendo:    "Comptez-les, s'il vous plait". E lei, precisa, ha scandito: "Un, deux, trois...". 

Dopo poche altre battute, rigorosamente in francese, sono uscita nel buio ventoso di una notte nera. 

Ma il cuore rideva in francese 




lunedì 18 gennaio 2021

Troppo tardi

 L'impressione è quella. Eppure, eppure so di aver vissuto la vita tutta d'un fiato, sin da bambina, quando mia madre ci raccomandava: "Non perdete tempo!" E io facevo così, ottimizzavo i tempi, studiavo, sbrigavo piccole commissioni, giocavo, leggevo, disegnavo...

La mia povera sorella no. Lei seguiva per contrasto un ritmo proprio, impiegava tempo per tutto. E le è finito anche prima, poverina. 

Io invece, la ribelle, quella che "rispondeva male", quella che correva sempre, sono ancora qui.

Beh, di correre proprio, non se ne parla da un bel pezzo. Ma continuo ad affannarmi un bel po' inseguendo figli e nipoti, e lavoro, e casa.

Solo che adesso so che non posso farcela: che i sogni resteranno abbozzi informi, ad esempio. E mi sale la tristezza, annego in un bicchiere di tristezza.




sabato 2 gennaio 2021

Bastanatale

 Dai, che forse ce l'abbiamo fatta. Via il rosso, via l'oro, il drago di questa saga annuale inevitabile si allontana, se ne sta andando nello scricchiolare luccicante delle sue scaglie porporine, lasciando una bava di polverina d'oro.

E lo sappiamo tutti che i quattro quinti (e sono generosa) di quello che si fa non ha niente a che vedere con la religione: anzi è il contrario. E' eccesso, è spreco, è lusso e ingorda avidità, vana ostentazione.

Quanto amo gennaio! il suo silenzio bianco ghiacciato, il soffio del Greco e di Aquilone, i ghiaccioli splendenti e affilati come lame. Pochi uccellini in giro, neri gli alberi stecchiti. I giorni illuminati da un gelido, bianco sole obliquo, veloce a sparire come un amante disamorato.

Meraviglioso gennaio: freddo e sincero, glaciale e spoglio di tutte le bavose smancerie del vetusto dicembre.

Le gemme son lì, nei rametti. Pazienza, silenzio e pazienza. 

Il sole tornerà, come un amante pentito.