martedì 17 settembre 2019

A tinte forti (anzi no)

Mia madre era bella e decisa. Per lei il mondo si divideva sempre in due: giusto, sbagliato; veloce, lento;simpatico, antipatico. Questa cosa credo abbia influenzato molto me e mia sorella: ma penso sia un'altra storia.
Lo stesso atteggiamento, la medesima decisione, permeavano le sue scelte cromatiche: i colori erano quelli fondamentali; o meglio, erano forti, intensi, saturi. Ricordo che sceglieva il rosso granata, il rosa fucsia, il verde bandiera, l'arancione acceso. In alternativa, optava per il minimalismo di una gonna nera (semplice, senza fronzoli) e una camicetta bianca. Comprava anche tessuti blu cobalto, creava abitini deliziosi stile marinaro, con piquet bianco e bordure blu notte.  Quando iniziai a esprimere le mie preferenze, per prima cosa bandii il bianco-artico e lo sostituii, per sempre, con il color panna. Poi, un po' alla volta introdussi il color crema, il color torroncino, e solo dopo un bel po' di tempo il glicine, il lilla, il grigio perla, che avevo scoperto di adorare. Lei all'inizio mi diceva:" Ma non ti sembra un po' sbiadito? che colore è?" e io "Torroncino". Ricordo_ ero uno ragazzina di una decina d'anni_ la felicità per un pullover verde bronzo, che peraltro mi donava molto. In seguito ho acquistato tanti capi dello stesso colore, e anche color petrolio, e verde acqua.
Il mio mondo è dipinto di colori terziari.


2 commenti:

  1. Un mondo colorato, in ogni caso.
    Io utilizzo quasi sempre colori "stinti".

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  2. Ecco oggi ero con mia madre in un negozio di abiti e lei è rimasta perplessa innanzi a un pullover marrone tenue, credo si dica tanno. L'ho riposto sullo scaffale.

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