Lo so fare, questo. Anzi, è la mia specialità.
Mi è capitato, in taluni momenti critici della vita, di accorgermi di essere alle strette. Di non avere sbocchi, soluzioni possibili: non nella direzione che avevo.
Intuirlo, capirlo, decidere, a quel punto sono un tutt'uno.
Angolo di 90° e via di corsa, via! Per la vita.
Questa cosa mi ha salvato molte volte
(continua a salvarmi).
sabato 22 dicembre 2018
lunedì 17 dicembre 2018
Non so se voglio
Una grande ansia, perchè so di dover lasciare questi nastri colorati.
I nastri sono i miei ricordi giovinetti, vividi, allegri, saltellanti.
Il vestitino turchese per andare al mare, quello bianco e blu alla marinara, quello color panna con le foglie d'autunno, verdi e rossastre, bellissimo. Le creazioni di mia madre per me.
E poi l'orsacchiotto bianco ricevuto in regalo, la bambola Marina, bionda con gli occhi blu, il piccolo Pinocchio di legno.
E poi le vicine di casa, e tutto lo stuolo di zii e zie, e poi lampi di memorie. L'arsenale di Venezia, il vaporetto, il film la principessa Sissi. E poi Radiosera e il bollettino dei naviganti, e poi lo zoo di Roma. E poi le compagne di scuola di lì, di là, di altrove.
E poi loro: le mie colonne, i miei punti fermi, le mie scarpe chiodate.
No, per stasera no.
Non voglio lasciarli, non ancora.
I nastri sono i miei ricordi giovinetti, vividi, allegri, saltellanti.
Il vestitino turchese per andare al mare, quello bianco e blu alla marinara, quello color panna con le foglie d'autunno, verdi e rossastre, bellissimo. Le creazioni di mia madre per me.
E poi l'orsacchiotto bianco ricevuto in regalo, la bambola Marina, bionda con gli occhi blu, il piccolo Pinocchio di legno.
E poi le vicine di casa, e tutto lo stuolo di zii e zie, e poi lampi di memorie. L'arsenale di Venezia, il vaporetto, il film la principessa Sissi. E poi Radiosera e il bollettino dei naviganti, e poi lo zoo di Roma. E poi le compagne di scuola di lì, di là, di altrove.
E poi loro: le mie colonne, i miei punti fermi, le mie scarpe chiodate.
No, per stasera no.
Non voglio lasciarli, non ancora.
venerdì 7 dicembre 2018
Un attimo
E' stato un attimo.
Si parlava di niente, si cicalava delle spesucce di Natale. Che io poi detesto. Tutte quelle scempiaggini obbligate, che ti fanno dannare. Si spende e si spande, vanamente. Ma non è per avarizia: è per logica. A che serve? Prima mi ci arrabbiavo. Poi adesso, l'età. Ma sì, lascia che sia.
Però, davvero, me ne infischio. Fiocchi rossi, stelline. Pazienza. E poi dopo, levar tutto. Tutto lo squallido rosseggiare, le dorature sbattute.
Vabbè, ormai, mi adeguo.
Si parlava dunque, del più e del meno.
Quando una delle persone ha detto _a mezza voce, quasi_ quasi nascondendo tra le pieghe delle parole il pugnale che stava, inconsapevolmente, brandendo: "Mi ha detto mia sorella..."
Non ho ascoltato altro.
Mia sorella.
Mia sorella.
Mia sorella.
(Non lo dirò mai più. Non ce l'ho più. Da centinaia di giorni non dico più queste parole. Non userò MAI PIU' quest'espressione)
Mia sorella amava il Natale. Non posso ricordarla che così: facendo le spesucce, decorando la casa di squillante rosso, di accecante dorato.
Si parlava di niente, si cicalava delle spesucce di Natale. Che io poi detesto. Tutte quelle scempiaggini obbligate, che ti fanno dannare. Si spende e si spande, vanamente. Ma non è per avarizia: è per logica. A che serve? Prima mi ci arrabbiavo. Poi adesso, l'età. Ma sì, lascia che sia.
Però, davvero, me ne infischio. Fiocchi rossi, stelline. Pazienza. E poi dopo, levar tutto. Tutto lo squallido rosseggiare, le dorature sbattute.
Vabbè, ormai, mi adeguo.
Si parlava dunque, del più e del meno.
Quando una delle persone ha detto _a mezza voce, quasi_ quasi nascondendo tra le pieghe delle parole il pugnale che stava, inconsapevolmente, brandendo: "Mi ha detto mia sorella..."
Non ho ascoltato altro.
Mia sorella.
Mia sorella.
Mia sorella.
(Non lo dirò mai più. Non ce l'ho più. Da centinaia di giorni non dico più queste parole. Non userò MAI PIU' quest'espressione)
Mia sorella amava il Natale. Non posso ricordarla che così: facendo le spesucce, decorando la casa di squillante rosso, di accecante dorato.
martedì 27 novembre 2018
La benda
Poi provi ad emergere.
Quel senso di vuoto, di indefinito, di non capito, di non chiarito.
Vorresti le cose, ma non danno nulla
(anzi, fanno male)
Vorresti le voci
Vorresti i sorrisi, le frasi
(i silenzi, anche)
Vorresti tornare indietro
sapendo
Vorresti
aver saputo quanto mancava
vorresti
non aver avuto la benda sugli occhi
camminando verso l'abisso.
Quel senso di vuoto, di indefinito, di non capito, di non chiarito.
Vorresti le cose, ma non danno nulla
(anzi, fanno male)
Vorresti le voci
Vorresti i sorrisi, le frasi
(i silenzi, anche)
Vorresti tornare indietro
sapendo
Vorresti
aver saputo quanto mancava
vorresti
non aver avuto la benda sugli occhi
camminando verso l'abisso.
giovedì 8 novembre 2018
quanto dura?
Quel che hai, dico. Quanto pensi che duri?
Magari hai dei bei capelli, oppure un abito magnifico, oppure una cara amica,
Quanto pensi che durerà?
i capelli cadranno un po' (imbiancheranno, diventeranno spenti, radi)
l'abito... e se dimagrissi, o ingrassassi? oppure si potrebbe sciupare, comunque passerà di moda, lo detesterai, ti sembrerà strano e inadeguato
l'amica... chissà (forse te la porterà via il lavoro, o un nuovo incontro ... o la vita, o la morte)
Magari hai dei bei capelli, oppure un abito magnifico, oppure una cara amica,
Quanto pensi che durerà?
i capelli cadranno un po' (imbiancheranno, diventeranno spenti, radi)
l'abito... e se dimagrissi, o ingrassassi? oppure si potrebbe sciupare, comunque passerà di moda, lo detesterai, ti sembrerà strano e inadeguato
l'amica... chissà (forse te la porterà via il lavoro, o un nuovo incontro ... o la vita, o la morte)
giovedì 1 novembre 2018
L'apnea
In realtà l'effetto è proprio questo. Come trattenere il respiro, inconsapevolmente. Lavorare, parlare, guidare, andare, pensare, scrivere...la scuola, la casa, la famiglia... la famiglia, la casa, la scuola.
Poi d'un tratto, senti che devi.
Devi.
Devi sederti davanti a quel monitor, metterti la tastiera davanti e picchiettare, finchè non è uscita l'ultima goccia di veleno che ti attossica, l'ultimo di quei pensieri che come serpi ti si arrotolano intorno alla fronte...
Ma in realtà non sono pensieri in sè velenosi: sono però stringenti, si avvolgono sempre più strettamente, tipo Boa constrictor. Stritolano la mente.
I primi sono i ricordi. E i rimpianti? e i rimorsi? e di nuovo ricordi, che danzano sussurrando parole ascoltate tante volte... ecco questi fanno proprio piangere.
Ma non è solo questo. Ci sono anche le percezioni, le sensazioni, che sembrano niente, sembrano aria, e invece anche loro sono come calze di nylon tese sulla testa, a togliere il respiro... apri, apri
Pensa se poi piove pure, e i figli sono via, e scende la sera.
il gatto è acciambellato nel cesto, il cane sonnecchia
Cos'è il tempo? cosa lo spazio? dove si sta, veramente, veramente?
Poi d'un tratto, senti che devi.
Devi.
Devi sederti davanti a quel monitor, metterti la tastiera davanti e picchiettare, finchè non è uscita l'ultima goccia di veleno che ti attossica, l'ultimo di quei pensieri che come serpi ti si arrotolano intorno alla fronte...
Ma in realtà non sono pensieri in sè velenosi: sono però stringenti, si avvolgono sempre più strettamente, tipo Boa constrictor. Stritolano la mente.
I primi sono i ricordi. E i rimpianti? e i rimorsi? e di nuovo ricordi, che danzano sussurrando parole ascoltate tante volte... ecco questi fanno proprio piangere.
Ma non è solo questo. Ci sono anche le percezioni, le sensazioni, che sembrano niente, sembrano aria, e invece anche loro sono come calze di nylon tese sulla testa, a togliere il respiro... apri, apri
Pensa se poi piove pure, e i figli sono via, e scende la sera.
il gatto è acciambellato nel cesto, il cane sonnecchia
Cos'è il tempo? cosa lo spazio? dove si sta, veramente, veramente?
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