La mia vita di prima. Le levatacce, il gatto, il cane, e poi la borsa, anzi le borse, l'ombrello (certo, pioverà, come sempre, sai i capelli...) poi via, il bus, il traffico, uffa il parcheggio, è dritta, è storta, troppo avanti, gli specchi, il pass... poi corri, l'ascensore, quando arriva, firmare, l'aula, ah no! il registro, ma dove sta, eccolo, l'aula, la LIM, non si accende? ah ecco, la connessione, vabbè uso il mio cell, dai, basta cha funzioni, il tablet, presto, le firme, aspetta, il libro virtuale, ecco... manca poco, stanno per arrivare
DAD DAD DAD DAD DAD DAD DAD.... ... ..... .. .. .. .. ..
Dove sono?
dove sono io?
dove sono loro, i miei monelli?
lancio attraverso la rete i miei messaggi, le mie spiegazioni, i compiti, i video selezionati bellissimi di scienze...
loro mi rispondono: "Non ci riesco" "Non me lo fa allegare" "Ho visto il video, prof" "C'è una cosa che non ho capito"" Devo fare anche gli altri esercizi, prof?" "Ah, ok"
e sono come tanti MAYDAY MAYDAY MAYDAY
e mi sento come penso si doveva sentire mio padre quando, da marconista, nella notte, immerso nella luce artificiale, sentiva nelle cuffie ... _ _ _ ... ... _ _ _ ... ... _ _ _ ...
domenica 19 aprile 2020
sabato 11 aprile 2020
A qualcuno piace Pasqua
A me, ad esempio. Passato il tunnel del buio invernale, il gelo, il freddo, l'artificiosità delle luci natalizie, le brevi giornate vischiose di nebbia, o scricchiolanti di cristalli di ghiaccio, quando tutto è un problema e uscire è la prima guerra della giornata, intabarrati di lana e di plastica... tutto passato: adesso il sole è dolce e l'aria mite, tenere foglioline arpeggiano al venticello, gonfi boccioli promettono bellezza, colori e profumi. Pasqua! la dolcezza di uscire, la speranza che svolazza nell'aria, le idee si intrecciano con i sogni, forse andrò, forse farò, perchè no... e gli abiti sono leggeri, e i passi pure sono leggeri leggeri, il cagnolino scodinzola e saltella e tu speri, chissà cosa, chissà perchè
martedì 24 marzo 2020
Il dove, il come, il quando
Mica mi disturba questo mondo piccolo; è come se ci fossi nata, in questo bozzolo. Ho il mio scrittoietto, i miei libri, i quaderni, il pc con tanti fili arricciolati, i cavi del mouse, delle cuffie e intrecciati insieme i drammi che scoppiano come palloncini pieni d'inchiostro e mi oscurano per un po'...poi passa. Tragedie in miniatura, echi attutiti, qualcosa che rimbalza dal mondo di fuori.
Sto qui, io, barricata dietro i doppi vetri, nel silenzio che è ancora più silenzioso (è mortale, ma non si dice). Rari passanti, rarissimi viaggianti.
Volano le tortore, i merli, le gazze e mi ricordo del picchio (lontano, lontano da qui). Ricordo: mi ricordo dell'upupa e del falco roteante, dei narcisi a festa abbigliati di giallo, delle rose ingenuamente arroganti di una bellezza spropositata, di colori oltre l'immaginazione, di un velluto che non osavo sfiorare.
Ma intorno tutto gira, giorno dopo giorno, secondo un binario che ormai è quello, impossibile scendere dalla giostra.
_La sera, poi, arrivano loro: i ricordi. Li guardo, schiudersi per mostrarmi un evento, un fatto, delle parole che sento risuonare come fossero pronunziate là per là; li vedo, loro, le persone della mia vita, quelle che non torneranno più, ma che sono qui, e non mi lasciano e io so che in ogni scena della vita attuale, se guardo con la coda dell'occhio li vedo (un po' in disparte, cortesi e discreti, ma lì, sempre)._
Corro io corro, sulla rotella senza fine del criceto.
Sto qui, io, barricata dietro i doppi vetri, nel silenzio che è ancora più silenzioso (è mortale, ma non si dice). Rari passanti, rarissimi viaggianti.
Volano le tortore, i merli, le gazze e mi ricordo del picchio (lontano, lontano da qui). Ricordo: mi ricordo dell'upupa e del falco roteante, dei narcisi a festa abbigliati di giallo, delle rose ingenuamente arroganti di una bellezza spropositata, di colori oltre l'immaginazione, di un velluto che non osavo sfiorare.
Ma intorno tutto gira, giorno dopo giorno, secondo un binario che ormai è quello, impossibile scendere dalla giostra.
_La sera, poi, arrivano loro: i ricordi. Li guardo, schiudersi per mostrarmi un evento, un fatto, delle parole che sento risuonare come fossero pronunziate là per là; li vedo, loro, le persone della mia vita, quelle che non torneranno più, ma che sono qui, e non mi lasciano e io so che in ogni scena della vita attuale, se guardo con la coda dell'occhio li vedo (un po' in disparte, cortesi e discreti, ma lì, sempre)._
Corro io corro, sulla rotella senza fine del criceto.
domenica 16 febbraio 2020
il vortice
Non ci sono rumori, prima. Non ci sono avvisaglie, cose che ti lascino capire che si avvicina... niente.
Tutto a un tratto... swisssshh un vortice
Panico, paura, sgomento, rabbia, impossibilità a uscirne.
Tutto il resto, il precedente, è tutto vetrificato.
Ma come, pensi: stamattina, ieri sera, ero così felice
non più, non più
Una cappa scura sul capo, non vedi, non provi niente altro.
(cos'è questa colata di umor nero, questo magma gelido paralizzante...
Einsamkeit, angst, träume...Ich weiß es nicht)
https://flic.kr/p/auUJ9D
Tutto a un tratto... swisssshh un vortice
Panico, paura, sgomento, rabbia, impossibilità a uscirne.
Tutto il resto, il precedente, è tutto vetrificato.
Ma come, pensi: stamattina, ieri sera, ero così felice
non più, non più
Una cappa scura sul capo, non vedi, non provi niente altro.
(cos'è questa colata di umor nero, questo magma gelido paralizzante...
Einsamkeit, angst, träume...Ich weiß es nicht)
https://flic.kr/p/auUJ9D
sabato 8 febbraio 2020
talvolta, per caso
Vi capita, così, per caso, che qualcuno su un social fraintenda una vostra frase e vi rintuzzi in malo modo?
A me ogni tanto_ raramente_ sì.
Ma da un pezzo non me la prendo più.
Non rispondo, semplicemente.
Penso che l'unico modo per ridimensionare questi personaggi sia ignorarli.
Chè poi, diciamola tutta:
1- avete frainteso: era una battuta!
2- quand'anche avessi sbagliato, ma che modo è di stare a correggere con un tono di superiorità?
Quindi, poichè sono delle nullità, silenzio.
Non c'è replica.
A me ogni tanto_ raramente_ sì.
Ma da un pezzo non me la prendo più.
Non rispondo, semplicemente.
Penso che l'unico modo per ridimensionare questi personaggi sia ignorarli.
Chè poi, diciamola tutta:
1- avete frainteso: era una battuta!
2- quand'anche avessi sbagliato, ma che modo è di stare a correggere con un tono di superiorità?
Quindi, poichè sono delle nullità, silenzio.
Non c'è replica.
martedì 4 febbraio 2020
uno scrollone
Mica facile. Vuoi essere perfetta/o. Vuoi puntigliosamente andare a caccia della minima inesattezza. Vuoi esorcizzare il caso, l'imprevedibile, la fatalità... ma ti accorgi che più ti applichi in questo disinnesco e più la bomba ti sta per scoppiare tra le mani.
E che il pericolo diventa sempre più grande, che quell'ombra adesso giganteggia oscillando su di te...
Una scrollata di spalle.
Basta: ci penserò domani.
https://youtu.be/Z_83trUw1-U
E che il pericolo diventa sempre più grande, che quell'ombra adesso giganteggia oscillando su di te...
Una scrollata di spalle.
Basta: ci penserò domani.
https://youtu.be/Z_83trUw1-U
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